La letteratura

Nei primi secoli dopo l’unificazione sotto un unico sovrano, lo scrivere è limitato a funzioni che non possono essere definite letterarie: registrazioni, dati, memoranda, brevi iscrizioni, ricordo di nomi di sovrani e di personaggi.

Per avere a disposizione un complesso di scritti assai ampio come sviluppo di singoli testi e assai vario come qualità, bisogna attendere un’età più tarda: l’ultimo periodo del Regno Antico, e vale a dire la IV, e più la V e la VI dinastia (circa 2700-2200 a.C.).

I testi delle piramidi

La qualità letteraria di tali testi è, in realtà, assai difficile da cogliere se non si pone in relazione con una cultura assai più vasta e ricca: e cioè quel tessuto di esperienze largamente letterarie dell’età arcaica, e in taluni casi addirittura preistorica, che ci è testimoniata in modo assai più complesso attraverso una raccolta di testi funerari chiamati i Testi delle piramidi.

Si tratta di una raccolta di formule che sono scolpite sulle pareti della camera sepolcrale della piramide dell’ultimo sovrano della V dinastia (seconda metà del XXV secolo a.C.), e dei re e di alcune regine dell’età immediatamente seguente.

Questi testi sono scritti in geroglifici in colonna, e suddivisi in "stanze", o piuttosto in "palazzi" (hwt) come dicono gli egiziani. Il testo di ogni formula è contenuto entro un rettangolo (che definisce la colonna di scrittura), al quale è aggiunto un particolare disegnativo che serve a trasformarlo nel geroglifico del "palazzo". La scrittura presenta caratteristiche particolari; fra queste la più evidente è la estrema cautela con la quale sono adoperati i geroglifici che raffigurano personaggi umani o esseri animali rappresentati divisi in due, talvolta con la figurazione del geroglifico della sabbia a dividere più chiaramente la parte anteriore da quella posteriore. Ma ancor più importante è il tipo di ortografia la quale esprime certi fenomeni che l’egiziano classico lascia inespressi.

I Testi delle piramidi sono testi rituali che sono scritti perché possano così avere efficacia perpetua ma che dipendono dal tempio e ne rispecchiano esigenze e tradizioni.

Sono presenti inni agli Dei, rituali funerari veri e propri, rituali del culto regale, testi di propaganda religioso politica, formule magiche e così via. Seguirono scritti profetico morali (Dialogo di un disperato, Canto dell’arpista, Ammonizioni di Ipu, IX-X dinastia), il Testo dei sarcofagi (VII-XII dinastia) e il Libro dei Morti (XVIII-XX dinastia

Il primo autore che ci sia noto è Imhotep, che fu anche secondo la tradizione, in costruttore della prima piramide e l’inventore, per così dire, della letteratura egiziana.

Il carattere religioso di molte opere letterarie (che erano destinate alla recitazione nel corso delle pubbliche cerimonie) si mantenne anche in seguito; al faraone Echnaton, ad esempio, è attribuito un Inno al sole, di notevole valore letterario.

I numerosi Insegnamenti, di carattere didattico sapienzale, si diffondono a partire dal Medio Regno, come pure le opere di narrativa, destinate ad allietare le giornate dei nobili, tra le quali immensa fortuna ebbe in particolare un romanzo, Le Avventure di Sinuhe (composto durante il Medio Regno), che può essere considerato un prototipo dei racconti di avventura; esso narra la fuga del protagonista dall’Egitto, i suoi viaggi in Siria e le successive peripezie in altre terre straniere.

Esiste anche una letteratura civile e politica: Canti delle guerra di liberazione contro gli Hyksos, un poema sulla celebre battaglia di Qadesh, e altri che descrivono l’infelice situazione durante la crisi dell’Antico Regno.

Nella letteratura egiziana del Nuovo Regno è rappresentato anche il genere della poesia amorosa (Poesie d’amore), contenuto in una serie di raccolte che presentano testi di grande freschezza, ricchi di personaggi e situazioni delicatamente tratteggiati.

Si hanno inoltre apologhi (Giudizio tra il capo e le membra), racconti storici romanzati (IL Faraone Neferkara e il generale Sisene) e mitologici (La distruzione dell’umanità). Si hanno, infine, rappresentazioni drammatiche (copioni teatrali) di argomento mitologico.

 

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