FAMIGLIA Visconti

 

Fu una potente famiglia milanese che, abbattuti i Torriani suoi avversari, si impadronì di Milano e dei territori circostanti.

L’ultimo della dinastia fù Filippo Maria che nel 1440 concesse a Busto il privilegio di essere sede di un podestà munito dei più ampi poteri.

In forza di questo privilegio il borgo si staccò dal vicariato del Seprio con sede a Gallarate e diventò capo della Pieve.

La morte di Filippo Maria segnò la fine del dominio visconteo, al quale subentrò quello degli Sforza.

Sotto il governo di Luchino Visconti e dell’Arcivescovo Giovanni Visconti, a Busto si ebbe un lungo periodo di tranquillità e progresso.

Alla fine del XIV secolo, il borgo ha già conquistato un posto di rilievo nell’industria e nel commercio del ducato milanese grazie all’opera dei suoi artigiani e dei suoi intraprendenti mercanti.

Vi si lavoravano il cotone ed il fustagno, ma anche l’industria del cuoio e del metallo erano già sviluppate.

Alle guerre, rapine e devastazioni gli abitanti di Busto risposero con la tenacia del lavoro e riuscirono a scacciare i vari condottieri di ventura e recuperare la loro indipendenza.

L’organizzazione politica del Seprio venne affidata a Galeazzo Visconti, che la mise alle dirette dipendenze del comune di Milano.

A Gallarate venne istituito un presidio militare.

Alla testa del borgo stavano i consoli con alcuni consiglieri che venivano nominati dalle VICINANTIA, cioè coloro che pagavano le tasse, avevano proprietà ed esercitavano le varie professioni.

Lo stemma della famiglia dei Visconti consisteva in uno scudo rappresentante una vipera con un bambino in bocca, sopra la cui testa stava una piccola corona. Sopra lo scudo vi era una visiera abbassata, sormontata da una testa di una vipera simile a quella descritta sopra, con delle frange portanti il motto "Vipereos mores non violabo".

 

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