FAMIGLIA MARLIANI

 

LA FAMIGLIA MARLIANI DAL XIV AL XV SECOLO

La famiglia Marliani, feudataria del borgo di Busto Arsizio fin dai primi anni del XIV secolo, costituì per la storia di Milano un punto di riferimento essenziale nelle alleanze con la famiglia ducale dei Visconti. La prima testimonianza risale al 1301, quando Matteo Visconti, Signore di Milano, si trovò al centro di una congiura tramata con l’intento di rovesciare il Governo. A questa ne seguì un’altra l’anno successivo, ma entrambe le rivolte vennero soppresse. Matteo non riuscì comunque a mantenere il potere in quanto il popolo milanese desiderava il ritorno dei Torriani. Ma la gloria di quest’ultimo fu breve: la discesa in Italia dell’imperatore Arrigo VII (25 dicembre 1310) ristabilì e riaffidò il controllo di Milano ai Visconti. Altri eventi ci attestano lo schieramento della famiglia Marliani con la fazione Ghibellina di Milano. Nel 1404 i Marliani spalleggiano i Visconti durante un’azione combinata dai Guelfi per tentare un rivolgimento del Governo. Durante questa lotta si compì la disfatta dei Guelfi, la maggior parte dei quali venne uccisa o imprigionata. La lealtà dimostrata dai Marliani venne ricompensata dal nuovo duca con la concessione del feudo di Melzo e di altre terre percui VINCENZO MARLIANI divenne il primo feudatario Marliani di Melzo e Gorgonzola.

Nella prima metà del XV secolo gli scambi commerciali con l’Europa sono intensi; fiorenti le esportazioni milanesi di fustagni, cotoni, zafferano. In tale contesto si colloca GIOVANNI DA MARLIANO, che alternava le proprie residenze tra Bruges, Anversa e Mittelbourg per poterne seguire le fiere.

La fedeltà della famiglia Marliani verso i Signori di Milano non si estinse coi Visconti, anzi, divenne ancora più forte con gli Sforza, ad iniziare da Francesco che, il 5 giugno 1450 concesse ad AIMO DE’ MARLIANI il titolo di Podestà di Melzo. Morto il primo degli sforza nel 1466 fu il primogenito Galeazzo Maria a succedergli. Quest’ultimo si invaghì di LUCIA MARLIANI la quale però era già promessa sposa di Ambrogio de’ Raverti. Nonostante ciò le concesse numerose elargizioni in denaro, e territoriali; le conferì nomi e insegne dei Visconti e fece emanare un decreto al fine di proteggerla da eventuali soprusi futuri degli eredi. Nel 1476 Lucia diede alla luce il suo primogenito al quale Galeazzo impose il proprio nome e cognome, oltre ad inserirlo nella lista degli eredi dopo i propri figli e fratelli. GIAN GALEAZZO succederà al padre, sotto la tutela dello zio Lodovico il Moro che obbligherà Lucia a rinunciare al feudo di Melzo e Gorgonzola per non attirarsi l’invidia degli altri figli legittimi di Galeazzo Maria. Nonostante le vicissitudini subite da Lucia alla morte dell’amante Galeazzo Maria, i rapporti tra la famiglia Marliani e gli Sforza non si incrinarono. Per questo nel 1499 FRANCESCO MARLIANI affianca il Moro durante il tentativo da parte di questo di riacquistare il ducato di Milano sottrattogli dai francesi per volontà di Luigi XII.

La famiglia Marliani era composta anche da uomini di Chiesa, Senatori ed intellettuali, tra i quali GIOVANNI Marliani, figlio di Castello e continuatore dei conti di Busto Arsizio, ricordato per i suoi particolari studi scientifici del XV secolo, dai quali prese spunto lo stesso Leonardo da Vinci. Grazie alle sue straordinarie capacità e conoscenze, dal 1441 al 1483 ottenne diverse cattedre all’università di Pavia. Anche il nipote LUIGI MARLIANI si prodigò nel campo scientifico, e riuscì perfino a diventare il medico e il consigliere di re e imperatori. Ma la sua attività non fu solo scientifica: nominato vescovo di Tuy, si impegnò a fondo nella polemica religiosa della Riforma Protestante scrivendo il saggio "Oratorio contra Martin Lutherum".

 

LA FAMIGLIA MARLIANI NEL XVI SECOLO E PRIMI DECENNI DEL XVII SECOLO

Dei tre figli di GIOVANNI MARLIANI, solo Paolo riuscì a dare continuità alla discendenza con il figlio PIETRO ANTONIO. Quest’ultimo, grande studioso di lettere greche e latine, ricoprì cariche di grande prestigio non solo nell’ambiente di Busto Arsizio, ma specialmente nella città di Milano dove nel 1545 entrò a far parte dei sessanta Decurioni del Consiglio, carica a cui rinuncerà nel 1560. Nel 1568 Pietro Antonio chiese l’investitura del feudo di Busto Arsizio, non tanto per le irrilevanti rendite che avrebbe ricavato, ma per il titolo di conte che avrebbe conferito alla famiglia. In un primo momento questa richiesta, dopo alcune visite e verifiche venne accantonata. Dopo varie pressioni Pietro Antonio riuscì ad ottenere il feudo di Busto Arsizio pagando una somma pari a 31500 L imperiali.

Anche il figlio di Pietro Antonio, PAOLO CAMILLO MARLIANI, ricevette la carica di Decurione e Deputato della Fabbrica del Duomo di Milano. Paolo Camillo giurò fedeltà al re di Spagna il giorno stesso dell’investitura, ma poté prendere possesso del feudo solo dopo l’approvazione formale della vendita da parte del re. Il successore di Carlo, LUIGI MARLIANI, laureato in Legge e Giureconsulto collegiato è detentore di numerose cariche pubbliche in Milano. Il 2 ottobre 1624 acquistò il palazzo di Busto Arsizio da Pietro Rasini. Luigi muore di peste nel 1630 a Mariano, possedimento della moglie, dove si era rifugiato nel tentativo di sfuggire al contagio.

 

UNA STORIA D’AMORE E TRADIMENTO

Non avendo eredi maschi, Luigi lascia le sue ricchezze e il titolo nobiliare al nipote CARLO di soli 24 anni. Il matrimonio con Antonia Posterla, figlia del Signor di Tradate, gli consentì di incrementare il suo patrimonio personale divenendo uno degli uomini più ricchi della Lombardia. Nel 1633 Carlo sorprese la moglie in flagrante adulterio con il cugino di lei, il quale fu immediatamente ucciso. Antonia, risparmiata dall’ira del marito, scelse la vita religiosa divenendo monaca benedettina. Nonostante ciò Carlo non dimenticò l’affronto e un giorno, travestito da mercante, entrò nel convento; quando le monache, Antonia compresa, lo attorniarono per vedere la merce, il Marliani trafisse l’ex sposa con un pugnale. Carlo pagò a caro prezzo la sua ira; venne decapitato sulla pubblica piazza a Milano. Sarà il primogenito PAOLO CAMILLO a succedere a Carlo dividendo il patrimonio paterno con i fratelli.

GLI ULTIMI DISCENDENTI DELLA FAMIGLIA MARLIANI

Non avendo figli, alla sua morte gli succedette il fratello PIETRO ANTONIO e successivamente il primogenito di questo GIOVANNI RAIMONDO. Anch’egli diventò Decurione per rinuncia del padre e ricoprì la carica di giudice delle Vettovaglie. La linea dei Marliani di Busto venne continuata del primogenito di Giovanni Raimondo, CARLO, che ricoprì numerose cariche nella città. Si sposò con Lavinia Natta ricordata per il suo carattere forte e dinamico; contribuì alla costruzione dell’oratorio dei SS. Carlo e Vitale alle cascine Abbadesse. Carlo, alla morte della moglie, si coniugò nuovamente, con Maria Busca, dalla quale ricevette tre figlie. A Carlo, morto nel 1768 senza discendenza maschile, succedette il fratello PAOLO CAMILLO il quale morirà dieci anni più tardi, anche lui senza figli maschi. Con PAOLO CAMILLO si estinse la linea dei conti di Busto Arsizio. Delle tre figlie di Carlo, la primogenita Anna Marliani, la secondogenita Bianca sposò il conte PIETRO PIETRASANTA, mentre Teresa sposò nel 1773 il conte FRANCESCO LEOPOLDO CICOGNA MOZZONI. Francesco nel 1799 acquistò il palazzo di Busto Arsizio ed alla sua morte venne donato alla Comunità di Busto, alla quale appartiene tutt’oggi.

 

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