COTONIFICIO GIOVANNI SCHOCH

 

La famiglia Schoch, originaria di Fischenhal (Zurigo) dove possedeva uno stabilimento per la filatura e la tessitura del cotone, svolgeva un'attività commerciale fin dagli anni napoleonici. Accanto ad esso, gli Schoch avevano attivato nel 1827 il filatoio di Malnate e altre due cotonifici a Besozzo e a Gavirate.

Nel 1833 Giovanni Schoch ottiene il permesso dal Consorzio del Fiume Olona e dal comune di Castiglione Olona di erigere un fabbricato ad uso di filatura.

Il luogo prescelto nel 1833 per l'erezione dell'opificio era adatta alle necessità di Giovanni Schoch: Castiglione si situava in una zona rurale molto povera che garantiva la disponibilità di manodopera a basso costo.

La famiglia gestì l'opificio di Castiglione fino al 1908 quando venne chiusa; acquistata nel 1914 dalla Ditta Giovanni Milani e Nipoti di Busto Arsizio, la filatura fu ristrutturata, ampliata, dotata di una tintoria e rimase attiva fino al 1981.

 

STRUTTURA DELL'EDIFICIO

Il fabbricato tuttora esistente, è molto semplice nel disegno, ma curato nei particolari, ben equilibrato nelle proporzioni ed evidenzia una certa attenzione nel progetto: ad ogni apertura ad arco ribassato su mensola corrispondente una sottile profilatura aggettante; una cornice marcapiano in mattoni a vista segna l'edificio in tutta la sua lunghezza e separa il seminterrato, a bugnato rustico, dal piano terreno intonacato.

Internamente l'edificio fu concepito come un unico grande locale, con quattro file di colonnine in ghisa.

Per la costruzione del tetto furono impiegati materiali leggeri quali vetro e legno; era così garantito uno sfruttamento razionale dello spazio.

L'attuale complesso industriale, in discrete condizioni di conservazione è il frutto dell'opera di ristrutturazione che la Ditta Giovanni Milani e Nipoti fece eseguire tra il 1915 ed il 1936 su disegni dell'ingegner Fontana di Busto Arsizio, zio degli attuali proprietari che conservano ancora oggi alcuni progetti.

La presenza di un ingegnere è chiaramente indice dell'affermazione di una moderna e razionale concezione dell'architettura industriale.

 

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