MOLINI MARZOLI - MASSARI

 

L'ex complesso produttivo Molini Marzoli Massari venne edificato in Busto Arsizio a cavallo tra i primi anni del nostro secolo.

Il progetto fu curato dall'ingegnere Guazzoni e la scelta localizzativa fu certamente legata alla presenza della ferrovia che a quel tempo e sino al 1924 occupava l'attuale tracciato del Viale Cadorna.

Tra gli edifici che compongono l'insieme del complesso produttivo, distinguiamo i seguenti fabbricati: mulino con annessi i sili, insacco, palazzina ad uso uffici ed abitazione del direttore, scuderia, rimessa ed alloggio per i carrettieri, centrale elettrica, pompe e vasche di riserva acqua e due magazzini - deposito dei prodotti lavorati.

Oltre alla sede di Busto Arsizio, la società Molini Marzoli - Massari possedeva un opificio a Varese, oggi demolito, ed uno, tutt'oggi in funzione, a Torre del Greco, presso Napoli.

Nel Molino di Busto Arsizio la produzione ebbe inizio nel 1907 e si protrasse fino al 1975 quando tutte le funzioni della ditta vennero concentrate nello stabilimento di Torre del Greco. L'opificio rimase alcuni anni inutilizzato e successivamente venne lottizzato e dato in locazione a diverse attività artigianali e a piccole industrie che ancora oggi occupano la parte dei vani disponibili.

Tornando alle funzioni originarie e proprie dei singoli edifici, delineeremo ora, i processi lavorativi che avevano luogo nei rispettivi fabbricati.

Il processo lavorativo seguiva il seguente iter: i cereali in arrivo venivano versati in apposite tramogge (recipienti aventi pareti inclinate) poste ai piedi dei sili e comunicanti con il piano seminterrato. Da qui venivano trasportati attraverso appositi condotti ed elevati sino all'ultimo piano dell'edificio dove, mediante una coclea (meccanismo di trasporto costituito da un lungo canale che si sviluppa a spirale), venivano distribuiti nei 17 sili di cemento armato, capaci di contenere 25 quintali di grano.

A livello intermedio del percorso di elevazione, i cereali passavano attraverso una particolare bilancia e qui pesati: bilancia, impianto di elevazione e coclea di distribuzione sono ancora oggi installati.

Nelle diverse celle dei silos i cereali venivano tenuti separati e successivamente trasportati nell'attiguo edificio avente funzioni di molino dove erano concentrati gli impianti per la macinazione.

Nel molino il grano veniva controllato, pulito, separato, battuto, lavato e fatto passare negli essiccatori ad aria calda che permettevano di dosare l'umidità presente nei cereali, in funzione della macinazione.

I cereali così lavorati venivano successivamente trasferiti nell'edificio adibito all'insacco. Quest'ultimo consta di un corpo isolato a sé stante ed è ancor oggi collegato all'ex molino per mezzo di un tunnel sotterraneo che collega i locali seminterrati dei due edifici.

L'utilità del tunnel era quella di impedire che il trasporto del grano macinato avvenisse allo scoperto; cosa che, durante le giornate umide o di pioggia, avrebbe arrecato danno al prodotto lavorato.

Dall'edificio avente funzione di centrale elettrica, si diramava l'impianto che distribuiva corrente ai motori elettrici che azionavano il movimento dell'intero molino. I motori principali erano tre: uno per gli impianti di sollevamento e distribuzione dei sili, uno per gli impianti di pulitura del grano ed uno per il molino.

Un insieme di motori di minor potenza azionavano altrettanti meccanismi ed impianti minori per i lavori complementari al processo produttivo principale.

I cereali cosi lavorati ed insaccati, trovavano posto nei magazzini adiacenti prima di essere spediti. Quest'ultima operazione veniva fatta, inizialmente, tramite ferrovia, a cui l'opificio era collegato direttamente per mezzo di un tracciato interno e con i carri trainati dai cavalli.

Questo particolare ci ricollega e spiega la presenza di un edificio avente funzione di scuderia, rimessa ed alloggio per i carrettieri.

Altre funzioni specifiche venivano assolte nella palazzina ad uso uffici amministrativi e direzionali.

 

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