FEDERIGO BORROMEO

Federigo Borromeo nacque a Milano nel 1564. Viene ricordato come simbolo di purezza, capace di confortare chiunque ne avesse avuto bisogno. Ebbe come esempio Carlo Borromeo e fu uno degli uomini rari del tempo che aveva investito tutte le sue ricchezze e i suoi privilegi nella ricerca e nell'esercizio del meglio (il bene e la volontà di migliorare). Il suo fu  sempre un impegno costante; scelse un tipo di vita basato sulla coerente adesione ai valori morali. Tutto ciò che gli venne insegnato sulla religione venne ritenuto vero: constatò la soddisfazione che si provava credendo alle parole del Cristo. Già da bambino il suo scopo era quello di porsi al servizio degli altri. Nel 1580 decise di dedicarsi al ministero ecclesiastico. Trovandosi in una posizione privilegiata sfruttò questo fattore per circondarsi di persone che lo avrebbero aiutato a fare del bene. I vantaggi che ricercava erano quelli morali, mentre egli schivava quelli materiali. Venne criticato anche dalla famiglia, in quanto il suo stile di vita era controcorrente e seguiva molto l'esempio di S. Francesco. Nel 1595 Borromeo divenne arcivescovo di Milano e cedette molto ai poveri. Nel 1602 Federigo ideò ed eresse la Biblioteca Ambrosiana radunando trentamila volumi stampati e quattordicimila manoscritti, unì anche un collegio di nove dottori con l'incarico di coltivare vari studi. Creò numerose gallerie con fini diversi. Fece questo per rendere la coltura uno strumento alla portata di tutti.