Il testo di questa sintesi storica è stato tratto, con ampi tagli e adattamenti, dal sito web di ONION Communications & Technologies dedicato a Brescia. 
 

STORIA PREROMANA E ORIGINI DEL NOME 

Già nella preistoria il territorio bresciano è stato sede di civiltà evolute , ma il popolo cui si deve l'origine della città è la tribù gallica (i Romani chiamavano così i celti, calati in Italia tra il VI e il IV secolo a.C. ) dei Cenomani, al cui re Elitovio si attribuisce la costruzione del primo nucleo abitato sul colle Cidneo. Di certo intorno al 350 Brixia era il maggior centro dei Cenomani. 

 

IL PERIODO ROMANO 

I Cenomani si allearono con i Romani e furono i soli Galli a combattere contro gli altri Galli, dal 225 al 222 e dal 199 al 194 a.C. Per questo godettero di una certa autonomia durante la dominazione romana, fino a divenire municipio  romano nel 49 a.C., grazie alla legge di Cesare che concedesse la cittadinanza ai transpadani. Brescia ebbe in questo periodo un proprio consiglio comunale di cento membri e magistrati propri, i più alti dei quali erano i duumviri. Nel 73 d.C. la città aiutò forse Vespasiano nella sua lotta contro Vitellio, ed egli la premiò facendovi erigere il Capitolium, un tempio magnifico. Delle prime comunità cristiane di Brescia si sa assai poco; di certo verso la fine del III secolo la Chiesa bresciana fu staccata da quella milanese. 

 

LE INVASIONI BARBARICHE E IL DOMINIO BIZANTINO 

Dalla fine del IV sec. gli eserciti di Roma furono incapaci di contenere il dilagare delle orde straniere. Brescia fu devastata e saccheggiata da Alarico e Radagisio. Attila la prese nel 452 e negli incendi andò distrutta quasi tutta la parte alta della città. Nel 476 cadde l'Impero Romano d'Occidente. Brescia subì per breve tempo la dominazione di Odoacre quindi passò sotto Teodorico (493), re degli Ostrogoti. Il nuovo sovrano, educato alla corte di Costantinopoli, tentò di ridar vita alla civiltà romana favorendo l'assimilazione fra Ostrogoti e Latini, rispettò la fede religiosa delle popolazioni e con bonifiche e opere pubbliche riuscì a porre rimedio, almeno in parte, alle condizioni disastrose in cui si trovava l'Italia. Anche Brescia poté respirare un'aria nuova di ripresa civile ed economica. Purtroppo la morte di Teodorico (526), seguita da quella del nipote Atalarico (534), fece cadere l'Italia in mano ai Bizantini. Nel 563 Brescia, che era insorta con Verona in favore dei Goti, venne espugnata da Narsete con le solite disastrose conseguenze. 

 

I LONGOBARDI 
Nei primi mesi del 569 (o 568) i Longobardi di Alboino lasciarono la Pannonia, dilagarono nel Friuli e in breve tempo si impadronirono di gran parte della Penisola. Brescia divenne, con Rotari, sede di uno dei numerosi ducati in cui era suddiviso il dominio longobardo. Molto lentamente l'etnia  germanica si avvicinò alla popolazione autoctona , ma nel contempo i re longobardi aspirarono sempre più decisamente a sottomettere i domini bizantini in Italia centrale, ciò creò gravi tensioni con i papi, che si allearono con i Franchi. 
Il re Desiderio, che era stato duca di Brescia e l'aveva abbellita con molte altre opere, tra cui il convento delle benedettine di S. Salvatore, detto di S. GIULIA dopo il 920, aveva dato in sposa la figlia Desiderata (Ermengarda nella tragedia manzoniana Adelchi) a Carlo, il futuro Carlo Magno. Questi però, in seguito alle nuove minacce longobarde contro i territori papali, ripudiò Desiderata (che si rifugiò a Brescia nel monastero di S. Salvatore dove morì) e scese in Italia: la capitale longobarda Pavia si arrese il 7 giugno 774, Carlo divenne re d'Italia. 

 

IL SACRO ROMANO IMPERO 

Nell'anno 800 Carlo fu incoronato imperatore. Il Sacro Romano Impero era fondato sul regime feudale, cui fu sottoposta anche Brescia . Alla morte di Carlo Magno l'Impero cominciò a declinare, gli imperatori che gli succedettero non avevano la sua personalità e ben presto l'Italia divenne il campo di battaglia dei signori che miravano a farsene sovrani. Inoltre in questo periodo dei nuovi invasori, gli ungari, travagliarono l'Italia settentrionale. I bresciani fortificarono il loro Castello sul Cidneo e ne edificarono modi altri nel territorio a difesa delle popolazioni; venne costituita una milizia cittadina, un'anticipazione dell'autonomia comunale che non avrebbe tardato molto a diffondersi. 
Nel 951 scese in Italia Ottone I di Sassonia. Nel 962 fu incoronato a Roma imperatore del Sacro Romano Impero. 

 

IL LIBERO COMUNE 
L'istituzione dei consoli segnò l'inizio ufficiale del regime comunale. A Brescia questo avvenne già verso il 1090. I consoli erano autorità politico-militari che reggevano il Comune (nel 1182 a loro si sarebbe sostituito il podestà). Brescia ebbe milizie proprie che scesero in campo più volte per espandere il territorio comunale.
Nel 1154 Federico I di Svevia, detto Barbarossa, re di Germania e dei Romani, scese in Italia per farsi incoronare Sacro Romano Imperatore e per affermare il potere imperiale sui Comuni. Vi furono diverse discese e Brescia stessa subì l'assedio delle truppe imperiali e l'abbattimento della cinta muraria; del resto nello stesso periodo Milano fu saccheggiata e distrutta. Nel 1167 Brescia, Bergamo, Mantova e Cremona si accordarono per la reciproca difesa; ad esse si unì Milano, di cui fu promessa la ricostruzione. Presto altri 11 Comuni aderirono a questa lega, che si fuse con quella veronese nella lega lombarda e trovò l'appoggio di Venezia e del Papa. Nel 1176 a Legnano la lega sconfisse il Barbarossa. Con la successiva pace di Costanza (1183) i Comuni ebbero riconosciuti possessi e diritti. Brescia dopo la vittoria ampliò le mura e costruì palazzi pubblici come il BROLETTO, ma il 15 luglio 1184 un furioso incendio distrusse circa un terzo della città (da questo incendio deriva il nome della porta chiamata "la bruciata"). Cessato il pericolo dell'imperatore, i Comuni ripresero a lottare fra loro, mentre all'interno di ciascuno di essi si inasprivano le lotte fra guelfi e ghibellini; inoltre gli anni fra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo furono tormentati anche da alluvioni, carestie, epidemie e da un disastroso terremoto. 
Quando Federico II, nipote del Barbarossa, incoronato imperatore nel 1220, tentò di togliere ai Comuni i benefici della pace di Costanza, contro di lui si formò la seconda lega lombarda (1226) che si ridusse a sole quattro città: Brescia, Bologna, Milano e Piacenza. Federico riuscì a sconfiggerle, ma incontrò crescenti resistenze in Italia e in Germania, finché la morte non lo colse nel 1250. 

 

LE SIGNORIE 
Nel 1298 fu nominato all'unanimità rettore di Brescia il vescovo Berardo Maggi, che, nei 10 anni in cui restò in carica, garantì alla città un periodo di tranquillità. 
Alla sua morte la città fu dominata da Tebaldo Brusato, animatore della resistenza contro Arrigo VII che nel 1311 assediò la città ribellatasi al suo tentativo di restaurare l'autorità imperiale. Brusato fu catturato e giustiziato e per rappresaglia i bresciani massacrarono 60 prigionieri tedeschi. Dopo 4 mesi d'assedio Arrigo VII entrò in città, confiscò le proprietà del Comune, impose una forte taglia, ordinò l'abbattimento di mura e torri. Si narra che, per punirli della resistenza, avrebbe voluto far mozzare il naso a tutti i bresciani; ne fu dissuaso e allora per dispetto fece mozzare il naso a tutte le statue. 
Seguirono circa 20 anni di lotte terribili fra guelfi e ghibellini in cui nessuna delle parti riuscì a strappare la vittoria decisiva. Per ottenere aiuti nella lotta, entrambe le parti si rivolsero a signori ai quali offrirono in cambio il dominio di Brescia: infine se ne impossessò il signore di Milano Azzone Visconti nel 1336. 
La casata milanese dei Visconti conservò il controllo della città fino al 1403, quando i guelfi insorti presero Brescia e la saccheggiarono; Pandolfo Malatesta, inviato dalla vedova di Gian Galeazzo Visconti, si impossessò poi della città e la controllò fino al 1421, anno in cui il Carmagnola riprese Brescia in nome dei Visconti. Questo ritorno, però, provocò ben presto forte malcontento per l'esosità delle tasse, il malgoverno e i diritti non riconosciuti. Nel 1426 i bresciani, aiutati dalle milizie del Carmagnola che nel 1425 era passato alle dipendenze di Venezia, cacciarono i viscontei e offrirono la città alla Serenissima Repubblica di Venezia. 

 

LA DOMINAZIONE VENEZIANA 

Venezia ottenne ben presto l'appoggio dei bresciani con il proprio buon governo. Il comando supremo della città venne esercitato da due patrizi veneti: il podestà, che reggeva la vita politica, civile e giudiziaria, e il capitano, che comandava le forze militari e tutelava l'ordine pubblico. 
I Visconti tentarono a piú riprese di tornare in possesso di Brescia fino al 1440, quando Francesco Sforza li sconfisse definitivamente. Si ebbero poi altre guerre fino alla pace di Lodi (1454), che pose fine per qualche tempo alle guerre fra gli stati italiani. Ebbe allora inizio, in campo artistico, il Rinascimento bresciano, che portò al sorgere di splendidi edifici fra cui il Palazzo della LOGGIA 
Verso la fine del secolo in Italia calarono i Francesi e Brescia combatté a Fornovo accanto a Venezia controCarlo VIII (1495). Da allora la città fu coinvolta - insieme alla Repubblica di Venezia e a tutta l'Italia, troppo debole per il suo particolarismo politico  nella lotta per l'egemonia tra Francia e Spagna, che comportò anche diversi assedi e saccheggi; nel 1516 Brescia tornò a Venezia, che subito si diede a rinnovarne tutte le difese. 
Iniziava intanto la decadenza della Serenissima, che fu però molto graduale.