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Ebbene…lo scambio con la Svezia non è
certo stato privo di momenti divertenti e di risate,
così come di scoperte di alcune particolarità. Da dove
partire? Dal freddo polare? Dai paesaggi così diversi
dai nostri? Certamente in un Paese con 9 milioni di
abitanti ed una superficie quasi doppia della nostra non
dovevo meravigliarmi di vedere un paesaggio simile a
quello degli Stati Uniti centrali: campi enormi,
fattorie alla Clark Kent, staccionate, alberi, foreste
fino al ciglio delle strade e pochi esseri viventi in
vista. Ma le somiglianze con gli Usa non si fermano qui,
le abitazioni sono simili, anche nell’assenza di
recinzioni e cancelli (evidentemente il tasso di
criminalità è molto più basso del nostro); inoltre anche
le necessità date da un terreno così esteso e impervio
hanno creato qualche somiglianza per quanto riguarda i
mezzi di trasporto. Posto che la maggioranza delle auto
è svedese (Saab e Volvo) e che le altre case
automobilistiche europee non sono così rappresentate
come in Italia (ho contato a malapena una decina di
Fiat, adatte più ad una nostra città che al “nulla”
svedese, pochissimi i ciclomotori) non mancano certo i
tipici Pick-Up all’americana, che danno ancor più un
aspetto da Smallville ai paesaggi. Utilizzatissime le
“verdi” biciclette. Non sono proprio confrontabili i
mezzi di trasporto pubblici, evidentemente in Svezia
devono aver capito questo concetto così difficile per
noi: pagare il biglietto significa avere un mezzo
decente. Finché pagare la corsa continuerà ad essere un
optional in Italia ci sogneremo i loro mezzi. Treni
silenziosi e ipertecnologici, nuovi e lindi (neanche un
segno sulle fiancate dei vagoni), con numeroso personale
addetto al pagamento della tariffa, neanche
un’immondizia sul pavimento, sedili perfetti, porte
automatiche di vetro, schermi, servizio bar e bagni che
sembrano sempre appena puliti. Stessa cosa per gli
autobus, dopo aver constatato che anche nel Regno Unito
per salire sul mezzo occorre obbligatoriamente passare
dal conducente, comincio a domandarmi se solo in Italia
pagare la corsa sia uno sport poco praticato. Se penso
ai treni che abbiamo mostrato loro nelle nostre stazioni
(e non entro nel merito delle condizioni delle stazioni
stesse!) provo una certa vergogna… sempre in campo
automobilistico ho notato in più occasioni (almeno sulle
Volvo) la presenza di un contachilometri arrivante fino
a 280 Km\h e un contagiri fino a 8000 giri rispetto ai
nostri che sono più limitati, segnale forse di motori
più potenti adatti agli enormi spazi e alle strade quasi
deserte?
Ho infatti appreso con stupore dalla
mamma della mia partner che le autostrade svedesi sono
di norma composte da due corsie per ogni direzione,
segno di un minor traffico: in Italia abbiamo anche
tratti con quattro corsie per direzione di marcia.
Inoltre il divisorio tra loro è molto meno corposo del
nostro e in alcuni tratti non è presente neanche quello
sul lato destro della strada, che termina con un fosso e
con i soliti alberi. Sarebbe interessante confrontare i
dati sui morti e sugli incidenti stradali. Abbiamo
appreso quanto la loro parola “rinfresco” si pronunci
alla stessa maniera di una nostra parolaccia italiana e
in tutt’altro campo metto in risalto che il principio
“pago e ho di conseguenza un buon servizio” viene
utilizzato anche nei bagni sparsi nelle città. In questa
settimana ho potuto apprezzare la libertà di parlare
liberalmente in italiano data l’incomprensibilità per la
maggior parte di svedesi, già, finché non mi sono
accorto che, oltre ai soliti italiani trasferiti in
tutto il mondo, alcuni svedesi erano in grado di
comprendere la nostra lingua, hanno amici o coniuge di
discendenza italiana o l’hanno studiata a scuola. Chi
l’avrebbe mai detto? L’italiano insegnato alle scuole
superiori in un Paese nordico! Spiegano ciò dicendo che
l’italiano è la lingua della moda e della bellezza e una
lingua colta.
Che risate quando alcuni compagni
sono stati insultati perché individuati come italiani o
hanno trovato ben due persone di colore italiane, di cui
una si è rivolta loro addirittura nel dialetto della
nostra zona! Non entro nemmeno nel merito della scuola,
neanche confrontabile alle nostre, perfino alla nostra
che è una delle migliori della zona e in assoluto, si
può solo dire che è un mondo totalmente diverso, un
diverso approccio all’istruzione (e anche un
diversissimo budget ed una diversa tassazione per avere
i fondi necessari immagino) che consente di avere
attrezzature ed edifici di livello superiore in tutti i
campi. Sicuramente ciò è dato dalla diversa mentalità
che gli consente di svolgere autonomamente parte della
preparazione e soprattutto di non danneggiare in alcun
modo l’incredibile dotazione di attrezzature
scolastiche. Insomma un’autonomia che consente loro di
avere scuole di prim’ordine. Nonostante gli studenti
abbiano un grande peso sul funzionamento di tutto
l’Istituto e lo stesso rapporto tra docenti e alunni sia
praticamente alla pari ciò non sembra avere effetti
troppo negativi, segno di una forte maturità. Ho
invidiato inoltre la possibilità durante l’inverno di
pattinare e camminare tranquillamente sul lago che si
trova nei pressi della città di Vasteras, in teoria è
quindi possibile raggiungere la città in questo modo. Ma
più in generale l’intero loro rapporto con l’ambiente è
differente: ne sono a stretto contatto, sono molto più
preoccupati di noi di tematiche come la salvaguardia
ambientale, hanno uno stile di vita differente dal
nostro, o quantomeno la possibilità di scegliere di
vivere in modo più salutare e rispettoso una natura che
certo non manca.
Alessandro Pandolfi 4DI |