L’esperienza di lavoro con gli studenti del Liceo “E. Jamot” di Aubusson è stata particolarmente entusiasmante, soprattutto per noi alunni di seconda. In effetti, nel nostro istituto in cui si effettuano scambi da decenni, mai era capitato che studenti così giovani avessero partecipato ad uno scambio con l’estero, ma l’opportunità di apprendere in modo più approfondito la seconda lingua, offertaci dalla sperimentazione CLIL, ha reso possibile questo viaggio. Per gli studenti di 3 DC, invece, lo scambio era abbastanza scontato.

Abbiamo soggiornato a Aubusson dal 2 all’8 aprile, dopo aver ospitato i nostri corrispondenti dal 15 al 20 febbraio. Le impressioni del viaggio sono ancora nitide nella nostra mente. Ci hanno stupito gli ampi spazi : abbiamo percorso chilometri di strada senza incontrare centri abitati, ma attraversato una campagna, dalla terra ancora scura per i colori dell’inverno, e visto tante , tante mucche di razze diverse. L’allevamento, in effetti, è una voce importante nell’economia di questa regione. Qua e là ruscelli e stagni testimoniano che il territorio è particolarmente ricco di acqua.

L’arrivo alla “ Gare Routière di Aubusson, dopo un interminabile viaggio in autobus, è stato ricco di emozioni, poiché l’accoglienza delle famiglie e degli studenti, con i quali avevamo già trascorso in Italia momenti fantastici, è stata calorosissima.

Aubusson è una piccola località della Creuse nella regione del Limousin, famosa in tutto il mondo per la fabbricazione degli arazzi. Immersa nel verde, è un centro costituito da una sola via principale, ai lati della quale si ergono palazzi medievali, rinascimentali e di epoche successive. A pochi chilometri dal centro sei già in aperta campagna, tanto è vero che molti di noi hanno vissuto in vere e proprie fattorie, svegliandosi al mattino al canto del gallo!

L'organizzazione delle attività è stata intensa ed eccellente: abbiamo visitato due città Limoges e Clermont Ferrand, il castello di Villemonteix e Aubusson naturalmente, che ora conosciamo perfettamente, poiché è talmente piccola da poter essere percorsa in lungo e in largo in poco tempo .

In pochi giorni abbiamo imparato ad apprezzare alcuni cibi tipici della regione ed alcuni di noi hanno bevuto il latte… appena munto! Gusto ormai quasi impossibile da provare da noi , a meno che non si vada in qualche baita di montagna!

Ci siamo abituati agli orari, a parlare francese e a farci capire, a superare le nostre ritrosie. Possiamo dire che la maggior parte del merito è stato dei nostri partner e dei professori che hanno organizzato al meglio sia i momenti di lavoro in classe sia le attività ludiche, attraverso le quali non solo abbiamo imparato ad esprimerci ma anche a socializzare e a conoscere meglio i nostri corrispondenti. In conclusione, è stata un’esperienza davvero positiva sia per l’utilizzo della lingua che non ci ha ostacolato nelle relazioni interpersonali, sia perché ci ha permesso di capire che la cultura con cui ci stavamo confrontando, in fondo non è poi cosi diversa dalla nostra! Siamo ritornati entusiasti, inoltre, per aver potuto, nel corso dello scambio, confrontare idee, provare e trasmettere sensazioni permettendoci di arricchire le nostre conoscenze ma anche di formarci una coscienza europea attraverso il riconoscimento di radici comuni e di diversità che devono comunque esistere ed essere salvaguardate. Serberemo, quindi, un bel ricordo e, per questo, ringraziamo la nostra scuola e i professori che ci hanno accompagnato.