Giappone: amabilità, rigore, senso civico
Catapultati per dieci giorni dall’altra parte del mondo in una realtà ostile all’occhio occidentale. Questa poteva sembrare all’inizio la nostra prospettiva dell’esperienza in Giappone, rivelatasi invece completamente errata.
Un lungo viaggio ci divideva ancora dalla nostra meta: tra turbolenze, cibo discutibile, corse per non perdere la coincidenza ed estenuanti ore di volo sopra le interminabili Russia e Cina siamo finalmente giunti all’aereoporto ma il nostro viaggio non era ancora finito!!!
La nostra esperienza infatti è stata caratterizzata da continui spostamenti rigorosamente effettuati con mezzi pubblici. A differenza dalla realtà italiana dove puntualità ed efficienza sono optional, in Giappone tutti i mezzi sono al passo con la frenetica vita dei suoi abitanti: non un minuto di ritardo, silenzio assoluto a bordo, ristretto spazio vitale (soprattutto la mattina) e “women only”, carrozze riservate alle sole donne per evitare spiacevoli situazioni.
Il nostro primo approccio con il cibo giapponese è stato in un sushi bar a Kyoto tra sashimi, riso bollito e l’immancabile tè verde. Durante il nostro soggiorno abbiamo potuto degustare svariati piatti della cucina tradizionale: Tempura, Monjia (una sorta di “pizza giapponese”)? ; tutti noi ci siamo cimentati nell’utilizzo delle chopsticks, le bacchette.
L'incontro con le famiglie ci spaventava un po', dato l'atteggiamento riservato e chiuso della gente, che abbiamo potuto percepire durante i giorni trascorsi a Kyoto.
In realtà niente di più errato, basta citare la calorosa accoglienza al nostro arrivo. anche durante la settimana le nostre hostfamilies sono sempre state pronte a realizzare ogni nostro desiderio. I rapporti all'interno del nucleo familiare sono distesi e sereni in contrasto con lo stereotipo diffuso tra gli occidentali, imparando a conoscersi abbiamo instaurato un legame profondo anche con i genitori e il momento degli addii è stato difficile e caratterizzato da abbracci e lacrime.
In contrasto però con l'amabilità delle famiglie c'era la rigidità nella società: molteplici regole a cui abbiamo dovuto adeguarci, scandiscono la vita quotidiana di ognuno di loro. Essendo il Giappone e, in particolar modo Tokyo abitata da una miriade di persone sarebbe impossibile la vita se non ci fossero obblighi e divieti. A differenza dell'Italia, abbiamo notato un forte senso civico e rispetto delle norme per il bene della comunità: niente carte o mozziconi per terra, niente graffiti e rispetto della fila.
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