Lo scambio negli Stati Uniti ha lasciato in me un ricordo splendido, impossibile da dimenticare. Personalmente, con questo viaggio oltreoceano ho realizzato il mio più grande sogno, rappresentato dal visitare gli Stati Uniti in primo luogo ed assistere successivamente ad un evento sportivo ‘made in USA’! Le persone sono estremamente accoglienti e cercano sempre di far sentire uno straniero a proprio agio in qualsiasi situazione egli si trovi; il fatto di visitare ed ‘esplorare’ città come New York e Washington ci ha permesso di capire nel miglior modo possibile moltissimi aspetti della vita statunitense all’interno di metropoli di notevole importanza a livello mondiale. Ma una delle cose che indubbiamente mi ha fatto più piacere è stata l’unione che si è venuta a creare tra noi studenti dello scambio: si è formato un gran bel gruppo di ragazzi appartenenti a classi diverse che, dopo questa esperienza, ha stretto un legame anche al di fuori dell’ambiente scuola. Un voto 10+ a questa esperienza, per sempre nel nostro cuore!

Carlo


Quante parole servono per poter descrivere l’ America? Quante ne servono per rendere l’esatta idea di ciò che essa è realmente a chi non c’è mai stato? E quante ne servono per descrivere questa esperienza? Io penso che tutte le parole del mondo non siano abbastanza… non si può descrivere qualcosa di unico. Non esistono le parole esatte. O per lo meno, io non le conosco. America…uno stato come tanti…eppure quando ti ritrovi lì capiscici che di America ce n’è una sola. E non riesci nemmeno ad essere così lucido per renderti conto che il tuo sogno finalmente si è realizzato. Troppe cose da visitare, troppo poco tempo per realizzare che “siamo in America, ragazzi!”. E non riesci a crederci, anche se continui a ripetertelo. Tutto è iniziato prendendo un aereo, ognuno col suo sogno, ognuno con le sue aspettative. Ognuno tenendosi in mano stretti stretti quei due biglietti: Milano – Philadelphia e Philadelphia- New York. New York: la prima nostra meta. Come si fa a non ricordare la prima sera, quando usciti dalla metropolitana, ci ritrovammo davanti allo spettacolo di Time Square. Grattacieli altissimi, mille luci, mille persone, mille colori. Sembriamo dei bambini che vedono il mondo per la prima volta. E che si stupiscono di fronte a quello spettacolo, tanto che restiamo lì, con gli occhi all’insù e la bocca spalancata. Come si fa a dimenticare un’emozione così? Penso che solo questa valga già tutto il viaggio. Ed è qui, nella grande mela, che abbiamo potuto cogliere la vera essenza dell’America, quella che non si ferma davanti alle apparenze, ma che va oltre, e ti giudica per quello che vali davvero; quella che è un mix di culture, genti, religioni, tradizioni e lingue diverse tutte legate da un forte sentimento di tolleranza; quella che si piega di fronte alla ferita ancora aperta dell’ 11 settembre. Tutta un'altra realtà è, invece, quella della Pennsylvania. Qui i grattacieli vengono sostituiti da piccole casette di legno bianco immerse nel verde e al posto dell’odore del cibo presente nelle strade di New York, qui si respira aria di tranquillità. Una settimana ospiti delle nostri partner, frequentando le loro lezioni nella loro immensa scuola privata, così diversa dalla nostra. Una settimana che ci ha aiutato ancora di più capire come è l’american life style fatto di bacon, uova, hamburger e coca cola e come sono gli americani: gente cordiale, divertente, sempre disponibile e anche un po’ pazza. Un’esperienza che ci ha arricchito come le visite di istruzione a Philadelphia, città ricca di storia in cui venne firmata la dichiarazione d’Indipendenza, e all’ affascinante e curiosa comunità degli Amish che riesce, nonostante viva in uno stato così moderno, a mantenere ancora salde radici con il passato. E per concludere: Washington. Ed è curioso come, pur appartenendo allo stesso stato, essa sia totalmente diversa da New York. La città, infatti, pur essendo la capitale degli USA, non è una grande metropoli caotica, ma è immersa in un’atmosfera serena e tranquilla, tanto che sembra di essere fuori dal tempo, in un altro stato. Sembra di tornare indietro al periodo classico, dove tutto è bianco, candido e regolare. Ed è qui che si scopre come l’America sia profondamente legata al suo passato, nonostante voglia sempre mostrare l’immagine più moderna di sé. E sono esperienze che non dimentichi… Esperienze che ti fanno crescere, che ti arricchiscono e che ti permettono di confrontarti con gli altri e che, magari, ti fanno capire un po’ di più di te stesso. Esperienze che noi, studenti dell’ ITC, ci porteremo dentro per tutta la vita.

Deborah


Penso che non ci siano parole adatte per descrivere al meglio questa esperienza. Il nostro viaggio è iniziato alla scoperta di New York,la “ Grande mela”. Camminando per le sue vie si respira un’atmosfera che la rende unica; un intrecciarsi di culture diverse, di colori e di fiumi di macchine e di taxi gialli che percorrono le infinite strade. Alla realtà caotica delle vie del centro si contrappone la quiete di Central Park,un’area verde in cui potersi rilassare e fare passeggiate, dimenticando per un attimo la frenesia della città. Il primo impatto con la città l’abbiamo avuto percorrendo le vie di Time Square,una piazza in cui dominano i grattacieli illuminati e colorati dalle innumerevoli pubblicità. Inoltre abbiamo potuto ammirare il Rockfeller Center,un complesso di edifici posti in una piazza ottagonale, il famoso ponte di Brooklyn e Wall Street, il centro economico della città. La visita a Graund Zero è stata quella che ci ha fatto provare le emozioni più forti,ormai delle due torri gemelle abbattute dall’attentato terroristico l’11 settembre 2001 rimangono solamente due pezzi di cemento,circondati dagli scavi per la costruzione di una nuova struttura. La nostra visita a New York è durata solamente due giorni, ma sono stati abbastanza per immergerci nella realtà newyorkese e per realizzare il sogno di molti di noi. Il nostro percorso aveva un'altra meta e nuovi amici da conoscere :Pennsburg ci aspettava! Arrivati a scuola con un tipico pullmino giallo,le famiglie ci hanno accolto facendoci trovare qualcosa da mangiare e un piccolo regalino da parte della scuola per ognuno. Durante la settimana abbiamo assistito alle lezioni al Perkiomen School con i nostri partner e abbiamo visitato la città di Philadelphia e di Landcaster. Una gita che ci ha fatto scoprire una realtà molto diversa dalla nostra e stata la visita alla comunità Amish che si trova in Pennsylvania. Abbiamo avuto la possibilità di visitare una tipica casa amish e una fattoria, dove abbiamo potuto fare alcuni acquisti. La visita alla città di Philadelphia è stata “particolare”. Dopo aver visitato l’Indipendence Hall,il luogo in cui è stata firmata la dichiarazione dei diritti nel 1776, abbiamo proseguito la visita su un simpatico pullman che ci ha permesso una visita panoramica della città. La settimana trascorsa in famiglia ci ha regalato nuove amicizie e abbiamo potuto rapportarci con persone con una cultura diversa dalla nostra. Le famiglie sono state sempre gentilissime e disponibili nei nostri confronti, ed è stato un vero piacere vivere una settimana in “stile americano”. L’ultima tappa del nostro viaggio è stata Washington DC,la capitale degli Stati Uniti. Abbiamo potuto visitare la famosa Casa Bianca, Il Capitol, l’edificio in cui ha sede il Congresso degli Stati Uniti e il Memorial della seconda guerra mondiale,un complesso formato da una grande fontana centrale. Questo viaggio rimarrà per sempre nei nostri ricordi; un grazie a coloro che ci hanno permesso di realizzare questo sogno, e alla prof. Lemoigne che ci ha accompagnato in questa esperienza.

Francesca


Ecco come promesso il mio commento sullo scambio.. L'avventura oltreoceano e' stata stupenda, abbiamo trascorso 12 giorni magnifici che difficilmente riusciremo a dimenticare. Ancora più entusiasmante e' stato scoprire questa piccola fetta degli USA con un gruppo a dir poco eccezionale, con cui ci sono stati fin da subito ottimi segni d'intesa. Oltre ai grattacieli di Manhattan e i monumenti di Washington, ciò che ci ha molto impressionato e' stata la disponibilità e l'ospitalità' dei partner e famiglie americane, i quali hanno davvero contribuito a rendere unico e irripetibile questo scambio. Un grande merito e ringraziamento va a chi ha reso possibile la realizzazione di questo evento. (accompagnatrice compresa )

Igor Costarelli 5AL


Insieme ad altri 10 ragazzi del 5° anno mi sono recato, accompagnato dalla prof. Lemoigne , negli US per uno scambio di 12 giorni. È stata un’esperienza fantastica, a coronamento di un sogno che ho sempre covato: visitare un Paese con abitudini, storia e cultura diverse, ma non un Paese qualunque, gli Stati Uniti. I momenti passati tra noi ragazzi italiani hanno permesso di creare un gruppo unito, nonostante abbiamo trascorso solo poco meno di 2 settimane insieme e molti di noi non si conoscessero prima del viaggio. Siamo rimasti in contatto e siamo diventati amici tanto da scambiarci confidenze e opinioni fra noi. I giorni passati tra gli americani ci hanno invece dato la possibilità di conoscere e spesso apprezzare il loro stile di vita in parte diverso dal nostro: abitazioni enormi, forte integrazione tra tutti gli studenti del college anche se frequentanti classi diverse, alimentazione completamente differente da quella italiana (purtroppo!!) … ma anche di incontrare ragazzi con cui ci teniamo in contatto. Le visite delle città (New York su tutte) ci hanno mostrato visioni degne delle più belle cartoline, monumenti e costruzioni mozzafiato; abbiamo compreso il patriottismo americano attraverso la presenza ricorrente della bandiera stelle e strisce; ci siamo scoperti stupiti come bambini alla prima gita fuori città, soprattutto all’uscita della metropolitana di Times Square. È stato certo un periodo di divertimento ma anche un momento educativo, di scambio culturale, di conoscenza reciproca, di relazione: un’esperienza magnifica che consiglierei a chiunque perché permette, conoscendo le realtà al di fuori dell’Italia, di comprendere meglio la propria; riuscire a conoscersi meglio studiando le altre culture e mentalità; di crescere interiormente e aprire la propria mente

Stefano


When I first arrived in Italy, I was unaware of how different everything was going to be. I absolutely love everything about the country (except for the toilets…). I have never travelled outside of the US before, so this trip was a completely new experience. Personally, I am very glad that my first out of country experience was through an exchange program because it not only gave me a chance to see a culture other than my own, but I was also able to become a temporary part of it. Living as a part of an Italian family has allowed me to become much more comfortable being away from my family and everything that I know. I love it. I think that if I had come to Italy as a tourist, I would not have enjoyed the trip as much, and I know that I would not have felt the same things for Italy. Normally, I miss many important or beautiful things because I keep my gaze focused forward and completely about timetables and structure; also I find myself to be a bit uptight about new experiences and change. Because Italy was a huge change from my normal everyday, I was able to shed the uptight skin and begin to see everything in a more panoramic view. If I had come as a tourist, I would have researched everything beforehand and have known exactly what I wanted to do, without a chance that I would change that for something different. I tried to stay as aloof from what we would be doing in Italy so that I would be completely surprised and have more fun. Before this week, I lived in a box. I never imagined beyond its walls, to the world that I thought was a dream and I would never see. I am now much more interested in things that I would not be, such as continuing my Spanish education to be able to speak the language fluently. My interests have begun to shift and alter, and I have come to realize how large and magnificent the world is. I never would have figured any of this out without coming to Italy, and I thank everyone for giving me the opportunity to knock down the walls of my little box (corny, but very true).

Deana Gursky


I loved the fact that I came to Italy as part of an exchange program so that I could see the country through the eyes of an Italian, instead of so much as a tourist. I always tend to observe my surroundings and it was very informative to live with a family and learn about everyday occurrences: meals, daily schedules, customs, culture, etc. My first time out of the US was to South Korea which was a difficult experience for me – I could not communicate to anyone there directly and I went through a very intense culture shock. In Italy, it is much easier for me to communicate with others around me through hand gestures and even words (many are recognizable) – what is especially helpful is the recognizable alphabet opposed to foreign characters in the Korean language. It was also easy to pick up small Italian phrases. I admire the surroundings in Italy – the land is so very beautiful and I respect how conscious Italians are of their environment and their history and culture. I especially love the chocolate here J and I can’t wait to come back again ASAP. Thank you all for this unforgettable and once-in-a-lifetime experience – I appreciate it more than words can say.

Kendra Gaul


Isabelle and Jess are enjoying seeing Italy. We feel that this is an amazing opportunity! The host families are very welcoming. We feel that the geography here is beautiful. Isabelle and I felt that the cities, such as Venice and Verona were full of old beauty. Verona was romantic because of the story of Romeo and Juliet. Venice was unlike anything we’ve seen. We are very grateful for this chance to see Italy from more then a tourist point of view since we get to live with a family and see their everyday life. We love having the chance to hang out and get to know the Italian students. The only thing that we don’t like is the driving. We can’t wait to come back again.