Poche parole non bastano per spiegare ciò che abbiamo vissuto, un’esperienza singolare che ci ha arricchito sotto molteplici punti di vista.
Sette giorni immersi in una realtà completamente diversa dalla nostra, in un vero e proprio “ scambio di culture “ che ci ha permesso di scoprire l’attuale “japanese life style”.
Le nostre famiglie si sono dimostrate entusiaste e smaniose di farci ammirare ogni singolo dettaglio del loro “piccolo- grande mondo” e allo stesso tempo curiose di scoprire le differenze e le somiglianze con l’Italia.
Impossibile definire la loro cordialità, gentilezza e disponibilità nell’esaudire ogni nostra richiesta; qualsiasi cosa per noi era una novità, dai luoghi al cibo, dalla lingua al modo di vivere.
Alla base dell’arte culinaria e fondamentale in ogni ricetta ...il riso, di norma cotto a vapore con degli appositi bollitori elettrici, che a differenza di quello italiano, risulta essere più fine e leggermente “colloso” .
In tavola i cibi vengono serviti slegandosi dal concetto del primo, secondo, contorno e frutta, tipicamente occidentale; molti piatti sono conviviali , nel senso che più persone attingono da una stessa portata centrale. Tipici della tradizione il sushi, il sashimi, l’oden (una sorta di spezzatino), l’onigiri,il takoyaki ed infine la tempura, tutti prevalentemente a base di pesce arricchiti di sapori e aromi ai quali siamo stati talvolta intolleranti.
La sveglia di mattina suonava molto presto e, dopo aver dormito sul futon, rigido e basso materassino posto sul tatami, la stuoia di bambù, prendevamo la metropolitana, il mezzo di trasporto più diffuso. Qui, abbiamo spesso notato come il laborioso popolo del Sol Levante, pare abilissimo nel riuscire ad “appisolarsi” in ogni posizione e circostanza.
Cosa aggiungere?!
Lo stereotipo che si ha di Tokyo è una città di Samurai e di divertenti personaggi dei cartoni animati che vive di tutto ciò che è più di moda; ma la capitale del Giappone, indubbiamente tra le prime al mondo per le innovazioni, è una società che lotta per difendere le proprie tradizioni.
Partendo dalla quotidiana realtà scolastica, ogni cosa che abbiamo visitato ci ha lasciato positivamente sorpresi; in primo luogo i quartieri di Shibuya e Shinjuku, dei “labirinti di strade”, dove è impossibile non perdersi.
Qui la scena è dominata da altissimi grattacieli illuminati da abbaglianti luci al neon, le strade sono “fiumi” di gente al passo con la vita frenetica che caratterizza la città. L’elemento che veramente affascina, che da’ quasi alla città un tocco di magia, sono i templi buddisti di Kamakura, immersi in favolosi giardini zen, che creano attorno ad essi una sorta di isolamento ideale per il rito di purificazione dei credenti.
Una metropoli senza dubbio viva sotto ogni punto di vista, pulita, ordinata e sicura.
Nonostante il tempo a disposizione sia stato sfruttato nel migliore dei modi, la nostra esperienza è stata troppo breve in proporzione a tutto ciò che avremmo voluto visitare.
Un’avventura vissuta come un sogno che rimarrà pur sempre un indelebile ricordo nella nostra memoria.
Un GRAZIE in particolare a tutti coloro che ci hanno permesso di sfruttare al meglio quest’opportunità ed ai nostri partners che con un pizzico di follia hanno reso il nostro soggiorno entusiasmante e singolare, al di sopra di ogni nostra aspettativa.

Zara Nicoletta, Tuvinelli Laura V BL

 


 Febbraio 2007
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