UGO FOSCOLO


STORIA
ARTE & CULTURA
OPERE

STORIA

  • Nato nel 1778 a Zacinto, un’isoletta del Mar Ionio che era sotto il dominio di Venezia ma apparteneva al mondo greco, muore solo, senza nessun affetto in esilio in Inghilterra nel 1827. E’ ateo.
  • Il padre forse era un aristocratico veneziano decaduto e diventato medico. La madre è Diamantina Spatis, greca.
  • La nascita in un’isola greca, da madre greca avrà un grande significato nella vita del Foscolo.
  • Famiglia sventurata:
  • quando lui ha 10 anni muore il padre: è costretto a diventare responsabile della madre e dei fratelli (comincia a formarsi in lui il problema della figura del padre);
  • si trasferisce a Venezia con tutta la famiglia: inizia a studiare più che altro come autodidatta: rimane colpito dalla letteratura e dalla filosofia classica; studia anche le tematiche approfondite dagli illuministi contemporanei;
  • desideroso di gloria e di successo, amante del lusso e dei piaceri, attratto e affascinato dall’aristocrazia = avrà storie d’amore con bellissime nobildonne aristocratiche: lui però non era ricco ma affascinante e anticonformista (capelli rossi) e soprattutto molto dotto. Ma questi amori saranno la causa di inquietudine interiore e quindi causa di un vagabondaggio sfrenata in tantissime città d’Italia, di Francia e d’Inghilterra;
  • la sua prima poesia fu scritta dopo la Rivoluzione Francese quando prese il potere Napoleone (Riv. Francese: 1789 - 94; Età Napoleonica: 1796 - 1814/15); Foscolo continuerà a comporre capolavori soprattutto durante il dominio francese nel Nord Italia;
  • nei suoi testi domina l’autobiografismo che permette di capire facilmente il contesto storico in cui viene scritta la poesia.
  • Foscolo è prevalentemente un poeta: la professione di poeta non esisteva; esisteva invece la gloria poetica (l’altra gloria esistente era quella militare): ma la poesia pur dando gloria non dava ciò di cui sfamarsi. Per questo motivo il Foscolo diventerà un militare dell’esercito di napoleone e addirittura era presente quando il sovrano progettò di invadere l’Inghilterra. Lo stipendio che riceveva non era comunque sufficiente a far fronte a tutti i vizi che si permetteva: conseguenza di tutto ciò fu l’esuberante indebitamento in cui è sempre vissuto. Nel 1808 tentò di arricchire le sue entrate con lo stipendio di professore universitario a Pavia ma pochi mesi dopo la sua cattedra venne soppressa. = non diventerà mai ricco e sarà sempre costretto a errare.
  • nel 1814 crolla l’Impero Napoleonico. Nel 1815 con il Congresso di Vienna le potenze che avevano sconfitto Napoleone si divisero l’Europa dando inizio all’Età della Restaurazione. In Italia torneranno gli austriaci: Foscolo scelse l’esilio prima in Svizzera e poi in Inghilterra. Gli Inglesi lo accolsero con simpatia ma illudendolo: per la sua natura non riuscì mai ad integrarsi e verrà abbandonato: morirà poverissimo in uno squallido quartiere di Londra da solo con la figlia. Quando nel 1861 nasce l’Italia le sue ceneri verranno depositate in una Chiesa di Firenze.
  • In Inghilterra aveva visitato anche Manchester, nel Lankshire, e ne rimase inorridito a causa dell’inesistenza dell’aristocrazia, del dominio dei borghesi che avevano come unico obiettivo il massimo risultato economico sfruttando i lavoratori al massimo.

ARTE & CULTURA

Nei primi 10 anni del 1800, in cui Foscolo scrive i suoi capolavori, sono dominati da 2 movimenti artistico letterari in contrasto tra di loro: NEOCLASSICISMO (movimento del 1700 che in questo periodo, pur essendo al culmine, vedeva la sua fine); NEOCLASSICISMO (novità: dominerà i primi 50 anni dell’800 dopo aver battuto il Neoclassicismo). = Foscolo aderirà ad entrambi pur essendo più legato al Neoclassicismo.

NEOCLASSICISMO (nuova ed appassionata riscoperta dei Classici)

  • Movimento sviluppatosi nella seconda metà del ‘700 per diventare grande sotto Napoleone.
  • I suoi fondatori sono tedeschi: un letterato, Lessing; ma soprattutto un archeologo dell’arte antica, Winkelmann. Successivamente diviene famoso anche uno scultore austriaco, Mengs. Non si partiva dalla lettura dei testi ma da scoperte archeologiche e da studi di storia dell’arte (visiva: pittura e scultura). Le cose migliori furono gli scavi di Ercolano e di Pompei ed i primi restauri del colosseo.
  • Il movimento ha di caratteristico una generale riscoperta dell’arte del mondo greco antico (in parte anche latino): mondo classico = riscoperta non solo degli spetti artistici ma anche di quelli spirituali e psicologici del mondo greco e latino tra il IV sec. a.C. ed il II sec. d.C..
  • I neoclassici rimangono colpiti dal messaggio di serenità, equilibrio e dominio delle passioni. L’uomo greco seppe infatti raggiungere l’equilibrio interiore ottenendo la padronanza delle passioni (amore, ira, dolore, piacere) = questo fatto viene espresso dai monumenti e dai dipinti: dai volti, dalle pose e dai personaggi rappresentati. Proprio per questo fatto il movimento neoclassico verrà sintetizzato con l’espressione "Die Stille" (quiete, imperturbabilità) che riassunse tutti gli aspetti psicologici del movimento. Secondo gli aderenti al movimento se oltre alle arti si analizza anche la poesia è possibile scoprire il rapporto armonioso tra uomo greco e natura: un’armonia perfetta come non mai = per questo i neoclassici riempiranno i loro scritti con richiami a miti, leggende e storie di Dei = erano convinti che la mitologia contenga una grande saggezza. Inoltre non era considerato necessario creare una forma d’arte più perfetta di quella classica e neanche possibile = venne introdotto così il canone dell’imitazione secondo il quale le forme ed i contenuti della poesia classica potevano essere copiati.
  • Nonostante questa grande dedizione alla riscoperta del classicismo non si pensava fosse possibile far risorgere il mondo classico se non che nella fantasia: nella realtà la borghesia aveva portato l’uomo ad una situazione in cui era impossibile vivere in pace con se stessi ed in armonia con la natura. Da questo ne deriva un profondo sentimento di nostalgia per il fatto che non era possibile portare indietro le lancette della storia pur potendo "rivisitare" questi "luoghi" attraverso l’imitazione totale dei contenuti e della forma.

Per il Foscolo il Neoclassicismo è più che una moda, quasi un destino: infatti non si integrò mai con nessuna città, con niente eccetto alcuni raffinati ambienti aristocratici dove ovviamente si svilupperà maggiormente la passione neoclassica. Infatti questo movimento divenne ben presto un movimento riservato ai migliori ("ariston" in greco): cioè coloro che hanno tanta sensibilità, raffinatezza, cultura e intelligenza da mettere l’arte al primo posto nella vita = Arte d’élite.

Il più famoso scultore sarà Canova; tra i pittori: David.


OPERE:

ODI

POESIE

ROMANZI


POESIE:

Con il termine generico "Poesie" si indicano dei componimenti sparsi: tra questi c’è una decina di sonetti (scritti nei primi dell’800) di cui ne analizzeremo 3.


Componimento in versi endecasillabi, formato da 2 quartine + 2 terzine a rima alternata.

Sonetto: componimento breve ed autobiografico: il poeta parla di sé, dei suoi sentimenti e della sua vita.

Scritto nel 1802 e pubblicato nel 1803 in piena era Napoleonica.

Il fratello Giovanni faceva parte, come Ugo, dell’esercito; amava molto il gioco e una volta per pagare i debiti rubò alla cassa degli ufficiali: accusato giustamente o ingiustamente si suicida l’8/12/1801 per evitare il processo.

Il Foscolo si ispira al carme (poesia) di Catullo: poeta dell’antica Roma vissuto poco prima di Cristo; con lui, Tibullo e Virgilio costituiscono la terna dei poeti elegiaci (elegia = componimento intimo in cui prevale il pianto, la tristezza e la malinconia).

I° QUARTINA

La disgrazia è avvenuta a Venezia dove è rimasta la madre e dove è sepolto Giovanni.

Foscolo in quel momento era molto lontano da Venezia a causa della professione di militare e della sua natura inquieta. Quindi dice che se finirà la sua carriera militare e cambierà il suo animo potrà tornare a casa e piangere sulla tomba del fratello. In lui però c’è la sensazione di un continuo bisogno di cambiamento. Questo aspetto che lo spinge al vagabondaggio è tipico dell’anima romantica ed è definito "Die Wanderung" (= errabondaggio).

Mettersi a sedere sulla pietra tombale e dialogare con il morto è tipicamente pagano (riscoperta delle usanze e dei gesti classici).

II° QUARTINA

La madre è una figura centrale nel Foscolo come in tutte le poesie in cui è forte il carattere autobiografico (complesso edipico).

L’espressione "suo di tardo traendo" è quasi identica ad una parte della poesia del Petrarca (anche lui classico).

La scena presenta la vecchia madre che ogni giorno va al cimitero e pregando si sfoga: parla delle sue 2 pene: il suicidio di Giovanni e soprattutto la mancanza di un figlio vicino (Ugo) = questa donna confida le sue pene con la convinzione che il morto la stia ad ascoltare. Questa scena è definita nei Sepolcri: "corrispondenza d’amorosi sensi" (corrispondenza di sentimenti d’amore) = modo per non interrompere l’amore che nasce tra madre e figlio: la tomba permette il colloquio con la persona amata perché c’è in chi è vivo l’illusione che in qualche modo i morti possano sentirci = il Foscolo considera questa illusione "nobile" come quella di far rivivere il mondo greco.

Catullo definisce nelle sue opere il cadavere come "cenere muto".

Virgilio usa l’espressione "tendere le palme" per chiedere aiuto.

MA = espressine avversativa = evidentemente la madre ha bisogno di aiuto e di conforto che di certo non può venire dal poeta essendo lui stesso, scorato più di lei.

I° TERZINA

NUMI = divinità - politeismo classico: Foscolo si riferisce alle divinità dell’antica Grecia che conoscevano le passioni umane = questo comportava che potevano persino odiare gli uomini: Foscolo è convinto che gli Dei gli siano avversi ma ciò che veramente lo è, è il destino (attribuire le avversità della vita poste dal fato è una caratteristica classica).

Sento dentro di me le stesse pene angosciose (conflitti, tormenti) che sconvolsero la vita di Giovanni e lo portarono la suicidio: a causa di questa sensazione il Foscolo conclude che non gli resta altro che pregare di trovare la quiete come il fratello = ancora molto giovane considera la morte l’unica possibilità di trovare pace.

II° TERZINA

Il verso 12 è preso dal Petrarca: di tutte le speranze della gioventù passata mi resta solo quella di morire per trovare la pace.

"Straniere genti" (= tutti, popoli e persone con cui il Foscolo non si è mai integrato) rendete, quando sarò morto, le mie ossa a mia madre che possa così riabbracciarmi prima che io venga sepolto = l’autore spera che almeno da morto possa ricongiungersi con la madre ed il fratello.

Ugo parla di sé, delle sue vicende, dei suoi affetti, dei suoi drammi e dei suoi desideri: il suo più grande desiderio: ricongiungersi con la madre se non da vivo (che sembra impossibile a causa della vita militare e del suo animo vagabondo), almeno da morto.


Sonetto composto tra il 1802 e il 1803, pubblicato nel 1803.

Venere, nata giovane e vergine, Dea della Bellezza, della Natura e della Fecondità, secondo il mito nacque dalle schiume del Mar Ionio: il suo sorriso ha un effetto prodigioso: rende fertili e rigogliose le sponde che lo vedono; Zante è la prima isola che lo vide dopo che Venere nacque.

Inclito Verso = grande poesia di quel poeta che scrisse delle poesie sulle peregrinazioni di Ulisse: grande poesia di Omero (soggetto di "non tacque"). Omero non tralasciò di cantare (cosa?) le piccole bianche nubi (luminose: non oscurano il sole ma ne moltiplicano l’effetto della luminosità) e la vegetazione rigogliosa di Zante proprio perché furono creati da Venere.

Acque Fatali = avventure per mare, volute dal fato, di Ulisse (eroe che ama la famiglia) che per 10 anni errò per i mari: questo periodo furono per lui come un esilio (diverso: in luoghi diversi e diverso da quello di Foscolo) grazie al quale baciò Itaca (pietrosa) "bello di fama e di sventura" = venerabile ed ammirevole per la fama delle sue imprese e per le sue capacità di sopportazione delle sventure: EROE romantico = non colui che vince trionfatore le battaglie ma colui che dimostra la sua grandezza sotto i colpi del destino nemico.

Foscolo vede in Zante una figura materna e si considera suo figlio.

Illacrimata Sepoltura = motivo ricorrente.

NOI = sventurati, esiliati e in un certo senso eroi che non ci lasciamo piegare dal destino che ci costringerà ad avere illacrimata sepoltura (cioè dove nessuno piangerà per il defunto) = il suo spettro non è la morte ma una tomba isolata: perché lontano dagli affetti (in esilio) e perché le tombe degli eroi sono piene di gente: lui ha la paura di non conquistare la fama, la gloria (che è la vera aspirazione ed il vero scopo della vita dei poeti romantici) = un’esistenza senza gloria è un fallimento (Napoleone).

Itaca a differenza di Zacinto poté ricevere il bacio del suo figlio.

NE’ PIU’ MAI = 3 avverbi di negazione: ferma convinzione del non ritorno: come è possibile che un giovane di 24 anni sia convinto di non tornare? Ha capito che il destino è immodificabile: bisogna solo accettarlo e sopportarlo da eroe.

Sacre Sponde = sono sacre perché nell’antica Grecia Zacinto era consacrata a Diana e Venere.

Verso 2 = rito sacro (battesimo): i greci usavano posare sulla terra il neonato per consacrarlo a Venere (dea della Fecondità e della Bellezza) = il Foscolo immagina per se stesso un Battesimo pagano.

LA FIGURA DI ULISSE (Eroe Omerico) - Analisi Psicoanalitica del Sonetto

Tra Foscolo ed Ulisse si possono notare analogie e differenze. Entrambi hanno avuto un destino ostile: le divinità si sono sempre opposte al loro cammino ostacolandone il regolare corso costringendoli ad un lungo esilio dalla terra natia, che per entrambi è una piccola isola della Grecia; ma mentre Ulisse ritorna e ne bacia la rive, Foscolo morirà lontano da Zacinto. Inoltre Ulisse grazie alle sue imprese eroiche riesce a conquistare Gloria mondiale, mentre Foscolo è convinto che otterrà solo "Illacrimata Sepoltura".

E’ necessario, però, a questo punto, introdurre un’analisi psicologica del Foscolo. La psicoanalisi è una tecnica psicologica, messa a punto da un medico viennese di nome Sigmund Freud, per scandagliare e approfondire meglio l’inconscio. L’inconscio è la parte della mente umana di cui non siano consapevoli e ci condiziona inspiegabilmente, che spesso è causa di strani comportamenti e dei cosiddetti "Lapsus". L’inconscio si manifesta nella parte più antica della mente umana (mentre in quella evoluta domina la ragione): il Sogno (1900, "L’interpretazione dei Sogni", Freud), se interpretato indica tutti i desideri più profondi ed oscuri della persona: in ogni sogno c’è un desiderio inconscio che viene realizzato, anche se spesso è di difficile accettazione = il sogno diventa così come un’allucinazione, un miraggio nel deserto. Freud analizzando i sogni dei nevrotici malati di mente riesce a formulare delle tesi, tra cui il "Complesso di Edipo": personaggio di una tragedia greca scritta da Sofocle. Racconta di una coppia che ricevette una profezia in merito al loro figlio: costui da adulto avrebbe ucciso il padre per sposarsi con la madre; dopo molte disavventure il fato porta a compimento la sua volontà. I greci allora erano inconsciamente attratti dal mito: il bambino maschio ha come primo oggetto d’amore la madre e come suo primo rivale il padre = se questo turbamento non viene superato nei primi anni di vita la persona rischia la nevrosi. Per quelli che ne soffrono, i padri diventano oggetti ambivalenti: degni d’amore e d’odio = le figure che da grandi sostituiscono il padre diventano figure paterne. [Un’analisi differente da Freud è quella di Karl Jung che preferì studiare l’inconscio collettivo, piuttosto che quello personale (Freud): studio di ciò che rimane dei comportamenti arcaici dopo il progresso.]

Si vede così come Ulisse per il Foscolo è una figura paterna, oggetto di ammirazione (bello di fama e di sventura) e di rivalità (Baciò Itaca / Né più mai = l’unica cosa che però manca ad Itaca è la floridità che Zante ha ricevuto da Venere).

Si può notare inoltre come per il Foscolo, sia un punto fisso il ricongiungimento con la madre: infatti il primo punto lo troviamo alla fine della prima terzina quando l’incocnscio del Foscolo ha fatto riavvicinare le parole Itaca - Ulisse.

PAG. 782 - Codice Classico e Romantico: il primo è colui che conclude le sue imprese felicemente e con il destino amico; il secondo non conclude le sue imprese per il fato avverso che però viene affrontato con decisione e senza sottomissione = Ulisse è un po’ entrambi.

IDEE DOMINANTI del Sonetto: Acque ed Onde. L’inconscio ragiona per simboli (oggetti concreti che prendono un significato universale).

Le acque possono essere il simbolo della maternità e del ricongiungimento con la madre = simbolo di rinascita e ritorno al grembo materno.

Per Jung, invece, sognare acque significa aver paura che l’inconscio prenda il sopravvento e quindi porti la persona alla follia che spingerebbe il poeta a comporre messaggi "pazzi".


Capolavoro autobiografico: ci parla dell’anima romantica, dilaniata dalle passioni e non classica in cui c’è il dominio delle passioni.

SERA = immagine della morte.

Il poeta aspetta la sera con desiderio, essendo l’immagine della morte, una morte fatale, inevitabile. Foscolo sente che solo la morte gli toglierà il tormento interiore dandogli la quiete.

CALI INVOCATA da me quando nei mesi estivi le nubi limpide ti accompagnano con le brezze primaverili e quando il cielo invernale minaccia neve stendendo (menando) su tutto l’Universo tenebre lunghe, profonde; e le profondità dell’animo (parte intima dei miei pensieri) riempi di soavità.

Tu, Sera, mi fai percorrere con i miei pensieri le tracce che portano alla morte = NULLA ETERNO = Foscolo non crede nella resurrezione e nella vita eterna essendo ateo; addirittura ai suoi occhi la civiltà cristiana ha la colpa di aver cancellato il mondo classico-pagano e quindi di aver distrutto la civiltà. Foscolo segue la dottrina del Materialismo e per questo definisce la morte il nulla eterno che cancella il corpo in quanto materia che si decompone = Grande desiderio conscio e inconscio della morte come ricerca della quiete: attraverso il suicidio o regredendo fino al tornare nel grembo materno.

La sera fa nascere dei pensieri e delle riflessioni che inevitabilmente vanno a finire sulla morte = la sera è la morte del giorno che muore come noi moriremo.

E intanto passa questo MALVAGIO TEMPO = la vita sventurata del poeta; età storica in cui Foscolo vive e si sente disadattato, non si trova bene con la civiltà dell’800 = DUPLICE ESILIO: da Venezia e dall’Età Classica. E con il tempo vanno in grande quantità le angosce in mezzo alle quali, insieme con me (meco), il tempo, si strugge. E mentre io contemplo la pace della sera (tua: sera e morte) si calma quell’animo passionale (desideroso di gloria, lusso, piacere, indipendenza politica dell’Italia) che dentro di me ruggisce, mi sbrana, mi distrugge come fosse un leone che non mi da’ pace.

GUERRIERO = le passioni scatenano conflitti tra l’anima romantica e il poeta stesso.

La sera è anche qui una figura materna: è invocata come il bambino invoca di sera la madre, presenza calmante e rassicurante, ed avviene un prodigio: con lei il bambino-poeta trova la pace e si addormenta (v. 13).


ODI

Un’ode è un componimento poetico impegnato che tratta temi difficili non di carattere autobiografico ma di grosso spessore sociale.

Foscolo scrisse due odi : "A Luigia Pallavicini caduta da cavallo" e "Alla Amica Risanata". Queste si possono definire odi speculari (specchio): trattano lo stesso tema seppur partendo da situazioni opposte. Il tema è "L’importanza e la funzione della Bellezza Femminile nella vita umana" (argomento più leggero rispetto alle odi illuministiche del Parini). Le due situazioni iniziali vedono due nobildonne molto belle, colte ed emancipate affrontare due diverse situazioni:

Luigia Pallavicini ama i cavalli ed addestrarli, soprattutto se sono focosi: le accadde che mentre cavalcava sulla spiaggia il cavallo la disarcionò e, lei, cadendo, deturpa la sua bellezza definitivamente: avviene così che la bellezza di una donna viene perduta per colpa di una passione virile, da uomini che una donna voleva intraprendere;

la Contessa Antonietta Fagnani Arese, di Milano, amante del Foscolo, si ammala gravemente rischiando la salute e la sua bellezza: guarisce e addirittura la sua bellezza ne trae vantaggio.

La bellezza è uno dei pochi conforti che la vita ci riserva visto che il destino dell’essere umano è quello di una vita difficile: le donne non dovrebbero trascurare questo dono degli Dei, che impietositi hanno deciso di alleviare le sofferenze degli uomini.

  • ALLA AMICA RISANATA (pag. 771)

Schema Metrico: insieme di strofe composte da 6 versi ciascuna di cui i primi 5 settenari e l’ultimo endecasillabo. La rima è alternata per i primi 4 versi e baciata per gli altri 2. Nelle strofe pari il 2° ed il 4° verso non rimano. La rima tra il primo ed il terzo verso è piana; quella tra il secondo ed il quarto è sdrucciola.

I°-II° STROFA

In queste due prime strofe il Foscolo inserisce un paragone: Antonietta che si alza dal letto guarita è paragonata alla stella di Venere quando al mattino sorge.

La prima strofa tratta della Stella di Venere: "Come dagli abissi del mare, dall’orizzonte, appare la stella del pianeta Venere: -1 i cui raggi sembrano i capelli imperlati d’acqua della Dea che nasce, quando le oscurità della notte svaniscono, scompaiono; -2 che con l’ausilio dei raggi del Sole illumina il cielo......".

Con la seconda strofa il poeta si rivolge direttamente ad Antonietta: "....Sorgono le tue membra divine dal letto di malattia e in te rivive la bellezza, la bellezza preziosa come l’oro, dalla quale ricevettero il loro unico conforto a tutti i loro mali le anime e le menti degli uomini nati per impazzire ed essere vittime di tormentosi pensieri.".

UOMINI = menti mortali condannate a vaneggiare: dar fuori di testa letteralmente; nel contesto sostituisce il concetto di anime tormentate da angosce, pazzie, paranoie e da tormentosi pensieri.

La guarigione di una Bellezza è un evento importante per tutti gli uomini.

III°-IV°-V° STROFA

"Vedo fiorire il colore roseo della salute sul viso, i tuoi grandi occhi tornano a sorridere e a tendere insidie amorose, per le quali madri timorose e amanti gelose non dormono e piangono.

Le ancelle che quando eri malata ti somministravano i farmaci, oggi ti recano i quotidiani ornamenti con i quali dimostri di essere tornata quella di un tempo.

ORNAMENTI: Indica veste: veste di seta indiana;

Monili: cammei, gioielli (il famoso risultato di orafi greci specializzati) in cui sono incastonati come gemme figure di Dei;

Candidi Coturni: stivaletti di pelle bianca che servono per la danza;

Amuleti: ciondoli.

A causa di questi ornamenti che esaltano la tua bellezza nelle feste notturne i garzoni (giovani aristocratici) dimenticano le danze per guardare te, che sembri una Dea, e che sei motivo di affanni e di speranza.

VI°-VII° STROFA

O quando = si collega ai garzoni che smettono di ballare. Appunto questi obbliano le danze quando tu, Antonietta, suoni l’arpa, adornandola, ricavandone originali armonie (novelli numeri) e standole vicina (ponendo in confronto la tua bellezza dalle forme perfette con la flessuosità dello strumento) la abbellisci grazie anche al morbido tessuto di seta che ricalca le tue forme. Intanto il tuo canto si spande tra il trattenuto sospiro dei presenti, ammaliati dalla tua grazia.

Il poeta riassume le arti musicali (trionfo della musica) e le accoppia con la bellissima donna: costei e l’arpa viste assieme sembrano una perfetta opera d’arte in cui tutto e soprattutto le forme sono proporzionate = esaltazione della musica, della scultura e della pittura.

Più periglioso = il canto di Antonietta è più pericoloso della sua bellezza stessa.

O quando = oppure quando con le i tuoi movimenti disegni (danzi tracciando) linee che formano un intreccio perfetto ed armonioso e quando, affidando il tuo corpo all’aria come se non avesse peso, quasi volando, il velo scomposto e i manti lasciano sfuggire bellezze sconosciute

_ Bellezza dell’arte e Bellezza della donna

_ Bellezza della danza e Bellezza del corpo

Il suo corpo è tanto leggero che basta l’aria a sostenerlo, tanto da sembrare immateriale = Winkelmann disse che le figure dell’arte greca sono tanto perfette da indurci a pensare che non abbiano corpo materiale.

VIII° STROFA

Mentre balli le tue trecce si slegano e cascano, profumate di recente col balsamo degli Dei (ambrosia), ribelli alle costrizioni del pettine d’oro e alla ghirlanda di rose che ti sono state date in dono con la preziosa salute dal mese di Aprile.

APRILE = primavera, natura: sei per forza una dea se addirittura la natura ti fa dei regali.

IX° STROFA

Così le ore volano e ti passano attorno più velocemente di quand’eri ammalata e le tue ancelle ministre di farmachi diventano quelle di Cupido, Dio dell’Amore, e ti conferiscono tutto il necessario per farti apparire bella da amare.

Invidiate = perché ti sono vicine.

VOLANO = concetto della Fugacità del tempo = il tempo passa inesorabilmente e si porta via la bellezza e la gioventù. Ma allora vale la pena tenere in grande considerazione la bellezza del corpo? Per un Cristiano no: per lui la vita deve essere spesa per la ricerca di una felicità ultraterrena. Foscolo da ateo anticristiano dice: "le Grazie (divinità della mitologia greca molto care al Foscolo proteggono la felicità delle persone se queste la meritano altrimenti ne rendevano la vita impossibile) neghino la felicità e creino una vita di dolore sofferenze e dispiaceri a chi ricorda a tutte le belle donne che la vecchiaia si porterà via la bellezza e la morte cancellerà il loro corpo: infatti queste persone tolgono l’unico rimedio alle difficoltà della vita di un uomo.

Meste = adirate

Beltà Fugace è da confrontare con l’Aurea Beltate del v. 10.

Foscolo è il primo scrittore europeo che dopo che il cristianesimo aveva preso il sopravvento sulla religione pagana, si dice apertamente anticristiano e contesta i valori cristiani sostenendo quelli pagani.

Per il Foscolo non esiste un aldilà in quanto come per i sensisti esiste solo ciò che è materiale e tangibile = non esiste nessuna immortalità dell’anima: questa è l’unica vita che abbiamo e non ce ne è una ultraterrena. Sul concetto dell’immortalità il Foscolo inoltre si sofferma per parlare della sua: l’immortalità si ottiene con la gloria e con la fama = l’unico modo per rimanere nelle mente dei posteri è la poesia che rende le persone immortali. Antonietta ha le qualità necessarie affinché il Foscolo le canti nella sua poesia e così con lui lei possa rivivere per sempre nei secoli = LA POESIA RENDE IMMORTALI LE GRANDI PERSONALITA’ CHE ESSA CELEBRA: Poesia dispensatrice di fama ed immortalità.

Tra il Foscolo ed il Parini si può notare un abisso: mentre uno è illuminista, cristiano e nei suoi sonetti tratta di argomentazioni sociali in relazione ai mali della società, l’altro celebra persone con un atteggiamento anticristiano.

STROFE SEGUENTI

Foscolo cita 3 divinità: Artemide (Diana: Dea della caccia); Bellona; Venere (di cui parla al v. 73 senza farne il nome). Ne parla al fine di dire che queste tre dee immortali erano 3 bellissime donne di grandi qualità = 3 esseri umani le cui qualità hanno permesso a loro di diventare Dee con la poesia pagana degli scrittori classici = anche il Foscolo può trasformare Antonietta in una Dea.

[In ogni epoca ci sono degli strumenti per produrre miti: allora la poesia, oggi i Mass Media (escludendo forse il televisore in quanto strumento troppo domestico e informale: instaura un contatto troppo diretto con le famiglie entrando nelle case, nelle cucine, nei salotti, nelle camere da letto).]


ROMANZO IN FORMA EPISTOLARE

  • ULTIME LETTERE DI JACOPO ORTIS (pag. 746)

Questo romanzo narra la storia di un giovane patriota italiano, sottoforma di confessione, che dopo due delusioni, amorosa e politica, si toglie la vita.

La storia è raccontata da Jacopo in forma di lettere scritte all’amico Lorenzo Alderani che dopo il suicidio le pubblica.

IO NARRANTE = la storia è narrata in prima persona dal protagonista

Goethe = primo grande scrittore di romanzi in forma epistolare: scrisse un capolavoro ("I dolori del giovane Werther": giovane dall’animo ribelle ed insofferente che si suicida per una delusione amorosa = simile a Jacopo).

Foscolo iniziò a scrivere l’Ortis già negli ultimi anni del 1700 e continua a riscriverlo e modificarlo fino addirittura a prima di morire a Londra = è la prima ed ultima opera dell’autore.

La vicenda inizia con il Trattato di Campoformio con il quale Napoleone cede all’Austria Venezia ed il Veneto: Jacopo, giacobino rivoluzionario, con l’arrivo degli austriaci si rifugia sui colli Euganei a vivere con una famiglia di un nobile decaduto e si innamora della figlia che è già promessa sposa di un giovane saggio, assennato e molto influente (Odoardo). Ortis decide dunque di andarsene lontano per evitare problemi alla famiglia del Signor T. Nella seconda parte troviamo il protagonista che erra per l’Europa e riflette sul fatto che gli italiani non sono stati capaci di difendere la propria patria denotando uno scarso sentimento patriottico.

Schema dei Personaggi

Protagonista = Ortis, giovane insofferente e forsennato, facile preda delle passioni. E’ un tipico romantico.

Antagonista = primo fra tutti è il padre di Teresa, Signor T.; l’altro è Odoardo, giovane assennato e saggio che non si fa prendere dalle passioni e riesce ad ottenere il consenso del padre di Teresa per sposarla.

Aiuto Prot. = la madre di Teresa perché preferisce l’amore che un matrimonio di interessi.

Aiuto Ant. = la società che preferisce persone saggio che sappiano controllare le passioni ed i sentimenti piuttosto che lasciarsi prendere dai sentimenti e dalle passioni creando problemi e controversie.

JACOPO : Oggetti del desiderio = Teresa (passione amorosa) e Italia (passione politica): figure materne. entrambi gli sono rubati da due figure paterne: Napoleone e Signor T.

T 79 A - B (pag. 760)

La figura divina di Teresa riporta alla mente l’Amica Risanata per la deificazione, per l’arpa e per l’animo del poeta che si alleggerisce = funzione della bellezza della donna: alleviare le sofferenze dell’uomo.

Jacopo vede per la prima volta Teresa mentre lei suonava l’arpa cantando versi di Saffo (poetessa dell’antica Grecia che si uccise per non essere stata ricambiata dall’innamorato, Faone = verso 85 Amica Risanata).

Notare il rapporto tra l’espressione degli occhi di Teresa mentre canta e gli occhi di Ortis sul punto di morte.