I gruppi consonatici
Questo tipo di scrittura però, avrebbe richiesto un numero enorme di segni, uno per ogni cosa a azione da esprimere. E per di più sarebbe stata inadatta a definire concetti articolati, tempi e modi verbali, sfumature letterarie. Ragion per cui gli antichi scribi si servivano degli
ideogrammi soltanto se non cera il minimo dubbio di interpretazione.I vari segni, prescindendo da ciò che raffiguravano, vennero usati nel loro significato fonetico, cioè consonantico. Le vocali non erano indicate e si scriveva la sola radice invariabile costituita dalle consonanti.
Tutto ciò potrebbe rendere assolutamente indecifrabili i
geroglifici e confinarli nel campo dellalta enigmistica, se gli scribi non avessero con la loro emerita pignoleria, rimediato sempre e perfettamente allinconveniente: se esisteva il minimo dubbio interpretativo lo chiarivano senza possibilità di equivoci.La genialità del sistema, e la chiave della sua decifrazione, consisteva nelluso di segni ideografici equilibratamente mescolati a quelli fonetici. Non esistevano quindi due o tre serie di segni distinti, ma le stesse figure potevano essere lette di volta in volta, a seconda dei casi, o come ideogrammi o come fonogrammi.
In teoria i segni erano più di tremila ma, in pratica, ne venivano usati solo seicento; benchè, sempre teoricamente, ogni segno potesse esser letto anche foneticamente, nella realtà quelli ambo o trivalenti non sono moltissimi. Anzi, per più di trenta secoli si scrisse, con poche varianti ai segni alfabetici, biconsonantici e a tre consonanti, tutto ciò che si voleva.
Fu solo nella tarda epoca e in età greco-romana che gli scribi composero parole nei modi più particolari come, ad esempio, nel tempio di Esna vi è un testo di trecentocinquanta segni dei quali ben duecentotrenta raffigurano il dio locale.