La rivoluzione del dio Sole

Sin dall’antico regno I sacerdoti dei maggiori santuari egiziani si impadronirono delle leggende relative alla creazione apportandovi modifiche o introducendovi nuovi particolari scelti in modo tale che ne risultasse una visione positiva. Di queste rielaborazioni divennero note in tutto l’Egitto grazie alle città da cui provenivano: esse erano state per un certo periodo di tempo capitali del Regno.

A Eliopoli era adorato il dio del sole Ra in figura di falco e sotto l’aspetto umano di Atum, dio creatore e a Nenfi, Ptah. Ma le due divinità divennero in seguito associate con una di stesso significato che ne manteneva la diversa denominazione.

Si riteneva che Atum avesse generato dalla propria saliva il dio Shu e la dea Tefnet, che avevano a loro volta generato Geb e Nut, che ebbero come figli Osiride e Seth con le loro sorelle Iside e Nefti. Ra con gli otto dei, faceva parte della "Grande Enneade di Eliopoli" cui fece presto seguito la "Piccola Enneade" che comprendeva Horo, Thoth, Anubi, Maat.

La grande Enneade agisce come unica divinità: tutti gli dei che ne fanno parte sono identificati come un’unica persona. Ma la teoria, che sanzionava la preminenza di Atum, non poteva essere accettata dal clero della non lontana Menfi, dove era adorato un antico dio creatore, Ptah, "lo scultore degli scultori, il vasaio dei vasai". Ciò sta ad indicare che Ptah aveva creato gli esseri plasmandoli con le mani; si era formato da se stesso. Ci appare come un essere umano appena sbozzato, con le gambe non ancora separate e la testa calva: le mani emergono dal petto stringendo uno scettro.

 

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