La religione dell'antico Egitto

Fonti scritte si accrescono a partire dalla prima dinastia storica (circa 3340 a. C.).

Fu proprio dell’Egizio connettere o meglio innestare ad una concezione religiosa di un precedente periodo storico altra del tutto nuova; questa caratteristica di non saper dimenticare, di non volersi liberare dal passato, è stata riconosciuta negativa ma si consideri quanto forte sia presso qualsiasi popolo l’attaccamento alla tradizione, memoria dei posteri.

Le più antiche concezioni cosmogoniche, religiose, funerarie degli Egizi risalgono all’Antico Regno. Centri di creazione originale sono Eliopoli e Menfi: la cosmogonia eliopolitana è desumibile grazie a lunghi testi parietali copiati nell’interno di cinque piramidi, erette per l’ultimo re della quinta dinastia e per quattro della sesta dinastia, nella necropoli di Saqqara, ad ovest dell’Antica Menfi. Dio primordiale della cosmogonia è Atum, il dio Sole, riconosciuto come membro e capostipite della famosa Enneade, costituita da quattro divinità maschili e da altrettante femminili: Show (lo spazio) in coppia con la dea Tfene (dea umidità); Geb (dio terra) e Nwt ( dea cielo); Osiris e Isis; Seth e la dea Néjt. La separazione del cielo dalla terra avrebbe segnato l’origine del mondo. Un’artista egizio raffigurò questo momento disegnando il dio Show eretto tra Geb disteso ai suoi piedi, e la dea Nwt tenuta sollevata, con il corpo ad arco, sorretta dalle sue braccia..

Il dio Sole sarebbe nato da un uovo creato dagli Otto e deposto su altura emersa dalle acque del mare.

Path avrebbe manifestato ed esercitato il suo agire per mezzo di due sue facoltà, incarnate nel cuore e nella lingua: il primo, sede dell’intelligenza e del volere, la seconda quale organo che proferisce il comando, il verbo creatore.

I testi delle piramidi sono preziosa fonte scritta d’informazione anche nei riguardi della più antica concezione delle figure divine accolte dal centro eliopolitano. Gli dèi esistettero dopo che fu avvenuta la separazione del cielo dalla terra. Secondo altra concezione sono creati dal cielo stesso: concepiti come astri, nascono quotidianamente dal lato orientale del cielo. Tratti antropomorfi caratterizzano la loro figura ed esistenza: vestono pelle di pantera, calzano sandali bianchi, riconoscono a supremazia di Ra, possono essere di aiuto ma anche di danno al defunto, per l’ira e l’avversione che possono provare nei suoi riguardi. Sono distinti in maschili e femminili, dell’Alto e del Basso Egitto, del cielo superiore e inferiore, della terra, dei villaggi, delle città, dei quattro punti cardinali.

 

Sul modello della società degli uomini, la divinità ebbe associate a sé, nel mito e nel culto, altre figure divine, in qualità di membri di famiglia. Il capo dello Stato, che aveva il potere degli dei, dei quali si considerava erede, e quindi legittimo successore nel governo del paese, era ritenuto di natura divina.

 

Nella gerarchia sacerdotale maschile, il più alto grado era occupato dal re; la regina era capo delle sacerdotesse e del personale femminile laico, che prestava la sua opera nel tempio. I Grandi Sacerdoti di Menfi, Eliopoli, Ermopoli Magna, Letopoli erano distinti da denominazioni particolari e venivano considerati rappresentanti del re nei tempi loro affidati. Erano designati dal re o da un oracolo da parte del dio.

Il personale femminile di più alto grado era costituito dalle "recluse" o "concubine" del dio, le quali ufficialmente fungevano da dame d’onore al servizio della regina, la sposa del dio. Attività minori erano affidate a laiche musicanti, danzatrici e cantatrici.

 

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