Il faraone Ekhnaton

 

Al tempo di Amenofi III, l’ingerenza politica del clero di Ammone, era diventata tanto insopportabile che il re cominciò a combatterlo con una certa energia, contrapponendogli un dio Aton. Quest’ultimo viene anch’esso assimilato a Ra da Amenofi che cerca di diffonderne il culto, introducendolo a corte. Aton è dunque posto ormai allo stesso livello di Ammone. Al limitare del deserto Amenofi III si era fatto costruire uno splendido palazzo cinto da un grande parco a cui aveva dato il nome di "splendore di Aton". In questa reggia nacque Ekhnaton, che alla sua nascita ebbe il nome del padre, Amenofi. La nascita dell’erede fu accolta con sontuosi festeggiamenti, che dovettero dar molto fastidio ai sacerdoti d’Ammone; questi vedevano di mal occhio la nascita del bimbo, scorgendo in lui un probabile continuatore dell’opera di suo padre, e presero serie misure per evitare che il loro dio fosse superato da Aton intuendo che di tutti gli dei solo Ra di Eliopoli poteva essere un serio nemico, cercarono di distruggere ancora di più I rapporti tra I due dei: il gran sacerdote di Ra ad Eliopoli dovette accettare la carica di secondo sacerdote di Ammone. Ma la reazione della corte, desiderosa di affrancarsi dalla tutela del clero di Ammone, tanto tradizionalista da non permettere la minima libertà di pensiero e in grado ormai di minacciare seriamente la posizione del sovrano e la stessa autonomia dello Stato, fu immediata: l’abile regina Tii , usando del suo ascendente sull’animo del marito, riuscì a fare accettare a corte il culto di Aton.

 

La corte del faraone attraversa in questi anni un periodo di splendore. L’arte acquista grazia, Amenofi ebbe il titolo de "Il Magnifico"; il piccolo principe ereditario apparve sempre più spesso in cerimonie pubbliche per mano a sua madre. Fu sposato prestissimo, a dodici anni, a una fanciulla di nome Nefertiti, di due o tre anni minore di lui, perché il trono avesse al più presto un erede: Amenofi III , di salute assai cagionevole, prossimo alla fine. Di lì a poco morì e la regina prese il potere in nome del figlio. Alla sua ascesa al trono il faraone fanciullo assunse la titolatura tradizionale: per prima cosa si cambiò il nome, e da Amenofi, che significa "Pace di Ammone", divenne Ekhnaton, cioè "Aton è soddisfatto"; prese poi la decisione di fondare una città che fosse insieme la capitale dell’Egitto e il centro del nuovo culto di Aton.

Aton non viene mai raffigurato come uomo o come animale, ma semplicemente con quella che tra le sue manifestazioni appare la più universale, cioè il disco del sole a cui si aggiungono solamente pochi simboli: il serpente attorcigliato e all’estremità dei raggi che scendono verso terra, tante mani che accolgono le offerte deposte sugli altari. Ekhnaton si attribuisce la funzione di rivelatore di Aton agli uomini; egli si definisce figlio di Aton ma con una parentela spirituale. Il faraone si proclama profeta del dio da cui riceve direttamente la rivelazione.

Contemporaneamente il clero di Ammone viene disperso, I templi sono chiusi e I loro beni confiscati; dovunque in Egitto appare il nome di Ammone, esso viene sistematicamente scalpellato. Incaricati del re furono sguinzagliati per tutto il paese a martellare e cancellare il nome del dio di Tebe dai templi, dalle steli, dalle tombe, dai papiri, dalle iscrizioni che talvolta venivano eseguite sulle rocce del deserto. Il fanatismo finì per portare a risultati ridicoli: anche la sposa di Ammone fu perseguitata e I nomi degli altri dei scomparvero dai templi e dalle altre iscrizioni. La rottura con la tradizione si manifesta anche al di fuori della vita religiosa; gli artisti vennero lasciati pienamente liberi di esprimere il loro personale mondo fantastico e produssero opere di stupefacente umanità. Infine Ekhnaton volle che la vita di corte fosse ispirata alla massima semplicità; cercò di abituare I suoi sudditi a considerarlo soltanto un uomo, anche se molto vicino alla divinità, e non un dio in terra.

 

- La religione -