Il culto dei morti

 

La religione influì profondamente sulla civiltà e sulla società egiziane. Anch’essi politeisti, gli Egiziani adoravano le forze della natura e un gran numero di animali: gatti, buoi, serpenti, coccodrilli, tori, sciacalli, scimmie, scarabei, ibis. Apparentemente potrebbe sembrare una religione " barbara" ed esteriore, ma in realtà per quel popolo la fede aveva una grande importanza e un profondo valore spirituale.

" Non gridare nella casa di dio ", suggerisce un papiro, " egli ha orrore del chiasso. – Ma se pregherai con amoroso cuore – versando nel segreto tutte le tue parole, - egli esaudirà le tue preghiere, - ascolterà quel che dici, - accoglierà la tua offerta"

Col passare del tempo si venerarono anche divinità dall’aspetto umano, come Ammone, Osiride, Iside, la luna, Ra e il Faraone.

Collegato alla religione era il culto dei morti: convinti dell’immortalità dell’anima, gli Egiziani credevano che essa, di tanto in tanto, tornasse a visitare il proprio corpo, ma che non potesse vivere serenamente nell’oltretomba se il corpo non si fosse mantenuto integro. Per questo motivo si preoccupò di conservare i cadaveri mediante la complessa tecnica dell’imbalsamazione.

 

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