Asilo "S. Anna"
Le origini dell’Asilo S.Anna risalgono agli anni che precedono l’Unità d’Italia, quando le condizioni di vita a Busto Arsizio erano molto disagiate specialmente per la gente povera.
La signora Elisabetta Pigna Turati, dopo essersi recata ad Oleggio nel 1858 a visitare l’asilo infantile, volle aprirne uno anche a Busto Arsizio, per sottrarre ai pericoli e alle insidie della strada, o alla stessa casa spesso priva della diretta assistenza della madre, impegnata nelle fabbriche, il maggior numero di bambini possibile, per educarli, farli giocare e istruirli. Grazie al notevole appoggio di molti appartenenti alla classe benestante, quali Teresa Laddi, Eligia Candiani, il Cav. Giovanni Pigna, l’Avv. Carlo Travelli e il conte Francesco Turati, si creò una Direzione promotrice che subito formulò un progetto di associazione al fine di fondare l’Asilo Infantile. Si stabilirono due categorie di soci:
Per poter essere soci fondatori bisognava sottoscrivere almeno 5 azioni di L.5 ognuna e versare una quota non inferiore a L.250. Il conte Francesco Turati sottoscrisse il maggior numero di azioni (250) versando L.1.000. Altri soci che svolsero un ruolo importante nella realizzazione del progetto furono i figli del maggior azionista e i fratelli Candiani. Si ebbero così 43 soci fondatori che unendosi elessero una Direzione, composta da 5 membri (di cui uno era il Presidente), ed una Amministrazione, ovvero un Economo, un Ragioniere e un Cassiere, e compilarono il loro Statuto Organico.
La fondazione viene datata il 27 dicembre 1859 con la presentazione e l’approvazione dello Statuto Organico dell’Asilo Infantile di Carità, denominato "S. Anna", in memoria della madre del Conte Francesco Turati, pia donna e grande benefattrice. Tale Statuto ribadiva la distinzione dei soci fondatori e dei soci benefattori i quali avevano uguali diritti e dovevano convocarsi una volta all’anno per il resoconto della Direzione, e affidava, inoltre, al Prevosto la guida educativa e religiosa ed alla assemblea dei Soci la responsabilità dell’attività dell’Istituto. Rimarchevole era che tutti gli offici erano gratuiti.
L’edificio dell’asilo S. Anna fu costruito dopo all’edificazione dell’Oratorio sullo stesso terreno adiacente alla Chiesa di S. Gregorio di proprietà della Fabbriceria di S. Giovanni Battista. Solo nel 1899 quest’ultima cedette gratuitamente la sua proprietà alla Direzione dell’Asilo. Il fabbricato, finito nel 1862 e tuttora in funzione, è formato da una sala per la direzione, da un’aula di grandi dimensioni per le ore di scuola unita, da una cucina, da un refettorio e da quattro altre scuole, da un’ampia corte tutta recintata di portici con annesso un piccolo giardino che serviva per la ricreazione.
L’attività ebbe inizio, con l’asilo di 12 bambini, il 10 aprile 1860. In breve tempo l’istituto accolse 150 bambini e nel 1863 si arrivò addirittura a 250; il bambino per essere ammesso doveva avere più di tre anni e vi poteva restare fino ai sette compiuti. Era tenuto a vestire un’uniforme con colletto bianco e contrassegnata da un numero progressivo.
Per l’istruzione gli allievi erano divisi in quattro sezioni, ognuna delle quali si suddivideva in due gradi. Il personale era prevalentemente laico e si trovava un valido aiuto anche da parte di un gruppo di volontarie, donne che dedicavano parte del loro tempo ad accudire i bambini ospiti. La sorveglianza era affidata ad una Visitatrice, con l’aiuto di una Direttrice ed una Maestra per ciascuna sezione e ad ogni grado di sezione erano assegnate una o due apprendiste. L’attività principale si focalizzava sull’igiene, l’alimentazione e la cura dei bambini. Fra le discipline insegnate vi era anche l’educazione morale e la religione e il canto, mentre due volte all’anno si tenevano pubblici esperimenti.
L’utenza ben presto divenne eterogenea con presenza anche di bambini provenienti da famiglie benestanti. Nella classe agiata e specialmente commerciale del nostro Paese, si sentì il bisogno di riformare l’educazione popolare, migliorando così anche le condizioni del povero. I bambini poveri che entravano in questo asilo, ricevevano l’identico trattamento dei bimbi ricchi e non venivano contrassegnati nemmeno attraverso un abito diverso o nei posti. Questa comunanza delle diverse classi degli allievi servirà negli anni futuri ad avvicinare le classi operaie alle classi ricche.
All’interno della Sede dell’Asilo S. Anna venne successivamente istituita la "scuola delle apprendiste" destinata a seguire ogni giorno l’attività della scuola. Rapidamente la fama dell’istituto fu tale che divenne l’esempio per la costituzione di altri asili; le maestre venivano ad imparare i metodi di insegnamento e fu presto riconosciuto come "ASILO MODELLO" superando, per i risultati ottenuti, altre istituzioni.
Nel 1862 persino Giuseppe Garibaldi visitò l’asilo S. Anna e successivamente è da ricordare la visita del principe Umberto di Savoia, poi del Re d’Italia. Nel 50
° anno di fondazione l’Asilo ebbe il riconoscimento di Ente Morale e a quell’epoca il numero dei bambini iscritti salì a 340. Per la sua sopravvivenza furono necessarie continue richieste di contributi che arrivarono un po’ dappertutto: dalla Cassa Reale, dal Comune, dalla Provincia, da Enti Morali e offerte modeste da parte della popolazione. Dal 1911 al 1969 l’Asilo S. Anna venne seguito nella sua conduzione dalle Suore dell’istituto religioso "Pie Signore di Nazareth" per poi essere sostituite dalle suore Salesiane "Figlie di Maria Ausiliatrice". Gli eventi che caratterizzarono questo periodo, le due guerre mondiali e l’immigrazione, portarono ad ampliare la tipologia di accoglienza. Fu istituito l’asilo nido per bambini più piccoli e nel 1929 fu concessa ospitalità all’Opera Nazionale per la protezione della Maternità e dell’Infanzia (ONMI), passata successivamente nel 1953 al Comune. Nel 1955 il Provveditore agli studi di Varese riconosce l’istituto come "Scuola Materna" e nel 1964 con decreto presidenziale la denominazione di tale struttura divenne da Asilo Infantile in "Suola Materna S. Anna".