SCUOLA DEI POVERI
Questa scuola ha un’origine molto antica e fu creata in seguito alla disposizione che stabiliva di donare alle persone bisognose i ricavi della chiesa (XIII Secolo).
Fin dal 1358 in Busto Arsizio vi erano già alcuni consorzi, i quali si riunivano una volta al mese per registrare le offerte destinate ai poveri e per stabilire i soldi necessari per i restauri delle chiese del paese.
Nel 1542 questi consorzi, supportati anche da lasciti consistenti della popolazione, vennero sostituiti da un’unica congregazione che prese il nome di "SCUOLA DEI POVERI".
Questa nuova comunità era amministrata da otto laici e da due ecclesiastici. I primi venivano eletti a scadenza annuale o biennale dalla Comunità.
Quattro dei più anziani avevano il diritto di esercitare il loro ruolo all’interno della scuola per quattro anni, ma questo non veniva sempre rispettato in quanto la Comunità poteva rimuovere gli "amministratori" a suo piacimento.
Temendo che i beni della congregazione andassero a beneficio degli ecclesiastici, la Comunità presentò richiesta al Pontefice Pio IV, il quale emise una bolla (22-09-1566) con la quale stabiliva l’indipendenza dal Diocesano e il privilegio della Comunità stessa di possedere i beni .
Nel 1784 l’imperatore assegnò l’amministrazione del luogo a Francesco Bonomi e a Piero Crespi Brusoni.
Successivamente, nel 1790, venne chiesto dal deputato della Comunità il ripristino del regolamento precedente il 1784; vennero così eletti un Padre dei poveri ed un tesoriere, scelti tra i deputati.
Il padre dei poveri aveva il compito di registrare gli infermi e gli inabili al lavoro, inoltre doveva visitare le famiglie e, con il priore, stabiliva le offerte da distribuire.
Il tesoriere, invece, pagava coloro che lavoravano nella congregazione.
REGOLAMENTO
Oggi la Congregazione Presenta il seguente regolamento:
1) La congregazione si riunisce nel locale dell’amministrazione una volta al mese o ogni qual volta si presenti il bisogno, dietro richiesta del presidente.
2) E’ necessaria la presenza di quattro membri che la compongono, oltre al presidente.
3) Le decisioni in merito alle deliberazioni verranno stabilite con la maggioranza dei voti dei presenti, dietro relazioni scritte o verbali. In caso di parità di voti, sarà valido il secondo espresso dal presidente .
4) Le deliberazioni saranno testimoniate dal processo verbale firmato da tutti i membri intervenuti e dal segretario della Congregazione.
5) Il voto viene espresso per ordine inverso di età: avrà diritto alla precedenza del voto colui che risulterà il più giovane, cosicché l’ultimo a votare sarà il più anziano.
6) Nelle deliberazioni concernenti sospensioni, nomine, promozioni, o destituzioni di salariati, la votazione sarà segreta ed avverrà tramite ballottaggio.
7) Esclusi i casi di votazione segreta, il membro votante potrà far registrare nel processo verbale i motivi del proprio voto.
8) Sarà diritto di ciascun membro la possibilità di proporre anche fuori dall’ordine di trattazione degli affari in corso. Tali proposte verranno discusse come affari ordinari, quando la Congregazione le prenderà in esame.
9) L’assegno delle elemosine settimanali verrà effettuato nelle sedute mensili della Congregazione a maggioranza di voti. E’ però riservata al presidente l’assegnazione dei sussidi urgenti o straordinari anche senza il consulto con la Congregazione.
10) Al vertice della Congregazione potranno essere istituite nuove commissioni speciali incaricate della sorveglianza dell’Ospedale e della gestione di speciali situazioni di beneficenza. Queste commissioni saranno nominate dal presidente della Congregazione alla quale dovranno fare rapporto delle loro deliberazioni.