FAMIGLIA TOSI

 

La famiglia Tosi è una delle prime famiglie di Busto Arsizio.

Il canonico Giovanni Antonio Tosi fu un valente organista, cultore delle lettere e maestro di coro, e copiò un quadregesimale di messe e vesperi: Morì a 53 anni, durante la peste che nel 1630 colpì duramente la città.

Paolo Tosi, durante la seconda metà del XVIII secolo fu deputato dell’estimo per la scuola dei poveri.

Francesco Tosi fu primo deputato dell’estimo e il nobile Giovanni Tosi di Milano fu consigliere di governo.

Luigi Tosi, nato a Busto Arsizio nel 1765 da nobile famiglia, seguì la carriera ecclesiastica e fu nominato prima canonico presso la basilica di S. Ambrogio di Milano, e successivamente, vescovo di Pavia, grazie alle sue doti di ingegno fu iscritto tra i membri onorari dell’Istituto Lombardo, ottenendo stima e affezione da parte degli studenti di quella università. Egli morì all’età di 82 anni, compianto da molti pavesi e milanesi; la sua vita, sebbene non sia segnata da particolari azioni ha lasciato un caro ricordo ai posteri. Egli, inoltre, venne ricordato in un elogio funebre in latino scritto da Bartolomeo Catena e inserito nel "Giornale dell’Istituto Lombardo di Scienze, Lettere ed Arti".

Giuseppe Tosi, figlio di Agostino Tosi, fu alunno presso il R. Conservatorio di musica a Milano e nel 1863 venne premiato, dallo stesso Istituto, con il gran premio della medaglia d’oro. Appartenne, come primo clarino, alla banda dei Carabinieri Reali a Torino.

Carlo Tosi (Busto Arsizio 1821-1893) dottore, figlio di Pietro (amministratore del luogo Pio di Carità), fu autore di articoli e ricerche mediche (Degli usi terapeutici della pepsina, 1856, Acque di Sales), ma anche delle opere "Fede e ragione" e "Osservazione sul libro di Renan Vie de Jesus", pubblicati dalla Tipografia sociale di Busto Arsizio nel 1864.

Attivo nella vita amministrativa bustese, fu sindaco dal 1850 al 1853 e dal 1868 al 1872, oltre che deputato provinciale e membro di numerose associazioni. Provvide a notevoli sistemazioni varie; volle il nuovo cimitero, fu sostenitore della bachicoltura. Nel 1866 donò alla biblioteca Braidense (Milano) le lettere autografe del Manzoni allo zio Luigi (1763-1845), Vescovo di Pavia.

Busto Arsizio ha donato a Carlo Tosi una via.

Eugenio Tosi (Busto Arsizio 1864- Milano 1929), sacerdote, coadiutore nella parrocchia di S. Giovanni ed assistente all’oratorio maschile, padre missionario a Rho per vent’anni, efficace oratore, fu elevato alla cattedra vescovile di Squillace e successivamente fu vescovo di Andria.

Nel 1922 fu promosso alla sede arcivescovile di Milano da Pio XI e nello stesso anno fu nominato cardinale. La sua azione pastorale fu caratterizzata da grande bontà e comprensione. Promosse la costruzione del seminario di Venegono e dedicò grande attenzione alla gioventù di cui aveva intuito i bisogni nel tormentoso periodo del dopoguerra.

Pietro Tosi (1860-1922) avvocato, figlio del dottor: Carlo fu sindaco di Busto Arsizio per 13 anni, sino al 1914. Profondamente religioso, aveva ottenuto, con forte resistenza, dal cardinale Ferrari, la creazione della parrocchia di S. Michele. Egli si interessò particolarmente dello sviluppo delle scuole cittadine; fece sorgere la scuola Manzoni, ottenne autonomia scolastica, creò il ginnasio civico e le scuole normali (magistrali).

L’avvocato Pietro Tosi fu molto versatile, amante della musica, poeta e, pur avendo 9 figli, attese a diverse cariche pubbliche oltre a quella di sindaco.

Subentrò come sindaco ad Attilio Ballarati. La sua amministrazione rese possibile l’apertura di un nuovo macello e la sostituzione dell’illuminazione a gas con quella elettrica.

 

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