CARLO AZIMONTI

 

Carlo Azimonti, giornalista e militante socialista, nacque nel 1898 a Busto Arsizio da una famiglia contadina. Iniziò a lavorare in fabbrica a soli undici anni e la durissima condizione degli operai, che arrivavano a lavorare fino a diciassette ore al giorno, lo spinse a partecipare, nel 1902, al suo primo sciopero.

Nel maggio di quattro anni più tardi fu nominato segretario della lega Bustese Tintori: egli s'impegnò per ottenere la riduzione dell’orario di lavoro a dieci ore giornaliere e un aumento salariale del 10% ma, non riuscendo a conseguire risultati concreti, diede la sua approvazione ad uno sciopero che, in luglio, coinvolse ventimila persone, animando anche Milano e Monza.

L’Azimonti, in seguito a quella manifestazione (che pure ebbe successo), venne licenziato: trovò occupazione come contabile presso la Cooperativa Operaia di Consumo, dove apprese i segreti dell’efficienza amministrativa, dote che trasmise alle numerose Cooperative che fondò, in Fagnano, Olgiate, Castellanza, Marnate, Cairate e Bolladello.

Il 5/7/1914 alle elezioni amministrative vinsero i socialisti e l’Azimonti, a soli ventisei anni, divenne il più giovane sindaco d’Italia; pochi mesi dopo scoppiò la prima grande guerra, durante la quale egli seppe risolvere pacificamente tutte le numerose contese, anteponendo gli interessi della città a quelli del partito: particolarmente attivi furono il Comitato di Assistenza, l’ospedale e l’ente Comunale di Approvvigionamento.

Nel 1922, a seguito di un violento sciopero (legalitario) delle fabbriche della città, i fascisti occuparono il Comune, cacciando l’Amministratore; l’anno successivo egli venne nominato "Commissario per l’amministrazione di Busto Arsizio": in poco più di due mesi seppe organizzare un piccolo Comitato di Assistenza che sostenne più di mille famiglie, fornendo a tutti abiti, generi alimentari, carbone e legna.

Il 17 novembre del 1943 il nuovo Prefetto di Varese destituì il socialista Azimonti, le cui idee mal si conciliavano con il desiderio dei tedeschi di dura repressione degli scioperi; la carica gli venne restituita pochi mesi dopo ed egli la mantenne sino al 25 aprile 1945, organizzando un nuovo Comitato di Assistenza, questa volta su larga scala, sostenuto dalla generosità degli industriali che può ritenersi il vero motore della rinascita.

 

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